Cosa è la felicità

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mariaelena.narbone

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Dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi il mondo è molto cambiato anche se sono passati solo 70 anni.

Anche in Italia lo stile di vita si è modificato ininterrottamente. Sia al sud che al nord gli abitanti del nostro paese hanno mutato abitudini e mentalità, hanno cambiato il contesto politico e sociale in cui condurre la vita di tutti i giorni e automaticamente sono stati influenzati dal contesto ambientale che hanno costruito. I bisogni primari ( quelli fondamentali, legati l'esistenza), i bisogni secondari (quelli sociali : appartenenza e amore, stima e condizione sociale) e i bisogni dell'Io (desiderio di sapere, di comprendere, di avvicinarsi a Dio) sono cambiati e così anche la percezione della felicità e della propria autorealizzazione.

In questi ultimi anni la crisi economica, lo sfaldamento dell'unità familiare, la minaccia progressiva del terrorismo islamico, la paura del cancro, sono state le principali fonti di ansia collettiva degli abitanti dell'occidente e anche della nostra nazione. Il fatto stesso di sentire di non poter pienamente controllare e pianificare il proprio futuro, di non poter avere un lavoro sicuro e dignitoso , di essere sempre minacciati, di avere lo spettro di una vecchiaia solitaria o con un reddito miserabile, di non trovare un affetto stabile per poter costruire una famiglia, e altro ancora, ha creato grossa incertezza e fragilità e ha minato la comprensione della felicità.

Al fenomeno dell'infelicità si affianca spesso lo scetticismo dovuto alla limitata conoscenza delle alternative esitenti e alla rigidità dei giudizi.

La felicità esiste e non è uno stato mentale sofisticato e artificioso, creato a tavolino. E' importante essere felici
C'è un legame biunivoco tra infelicità e paure, infelicità e rigidità di giudizio, infelicità e percezione dei problemi.
Il primo e importante passo per essere felici è capire chi davvero noi siamo, cioè quali sono le nostre motivazioni nella vita( motivazione è la forza che spinge l'individuo all'azione) e quali sono le cose che vogliamo soddisfare. Capire qual'è l'esperienza che ci ha portato agli odierni convincimenti, valutare se esiste una "distorsione" nel modo in cui si ricevono i fatti reali e valutare le alternative è utilissimo per raggiungere la felicità e la propria autorealizzazione. Il compito del life coach è proprio quello di far chiarezza insieme al cliente, con un lavoro reciproco, nel bagaglio informativo-esperienziale del cliente e nel suo processo decisionale.