Mamma, insegnami il corsivo

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stefania.dematola

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Per una grafologa non c’è richiesta più gradita da parte di un figlio di quella di voler imparare il corsivo, il modello di scrittura che fino a pochi anni fa era quello maggiormente utilizzato almeno in Italia, la “bella scrittura” che si impara a scuola nella prima elementare.

Oggi scrivere in corsivo non si insegna più come una volta, non si fanno gli esercizi di calligrafia, non si impone un modello scrittorio, ma si lascia libero ogni bambino di esprimersi come preferisce lasciando ampi spazi alla fantasia. Tutto giusto, se si evitasse però di privilegiare lo stampatello – sia maiuscolo che minuscolo – ritardando l’apprendimento del corsivo come se fosse un supplemento inutile.

Oltre ai moderni metodi di insegnamento della scuola primaria bisogna fare attenzione ai diversi utilizzi della scrittura che si fanno attualmente grazie alla tecnologia sempre più sofisticata e precocemente a disposizione dei bambini. Ecco quindi che aver sostituito carta e penna con la tastiera del computer ha fatto perdere l’abitudine al corsivo che sembra dimenticato appena messo il piede fuori da scuola, sostituito ormai sempre più in modo dilagante con lo script o con lo stampatello.

In grafologia questi due modelli sono considerati anche nel loro aspetto di “maschera” perché permettono una maggiore leggibilità in modo che chi scrive si senta compreso, ma anche apprezzato dai docenti perché risulta chiaro e comunicativo, ma nascondono spesso alcuni aspetti del proprio carattere. Inoltre con il corsivo gli insegnanti spesso devono fare una fatica in più per correggere un compito e criticano la scrittura libera in quanto lo sforzo e la concentrazione necessaria ai bambini per acquisire il gesto scrittorio, rende talvolta meno “bella” la grafia.

Il corsivo infatti è il metodo di scrittura più spontaneo, quello che lascia trasferire sul foglio la traccia della propria personalità con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Il gesto grafico più autentico è quello che deriva dal movimento coordinato di mente e braccio-mano-dita appreso intorno ai 5-6 anni e che per tutta la vita segue e prosegue l’evoluzione personale registrando l’individuale e unica personalizzazione che ciascuno di noi attua in seguito, quando scrivere si trasforma in un gesto meccanico e non più controllato. Ma se si smette di insegnare il corsivo a scuola e si lascia che i nostri figli sappiano solo digitare dei tasti, si perderà secondo me, una tra le espressioni più alte dell’animo umano, la possibilità di rappresentare simbolicamente la nostra personalità. È per questo che quando mia figlia l’altro giorno mi ha chiesto “Mamma, mi insegni il corsivo?”, ho trascorso l’ora più piacevole della giornata.