mi serve un animatore che faccia giocare i bambini e me li tenga buoni

Categoria:

animatore

.   |   Articolo scritto da:

clown wachoo

.

A volte, purtroppo, la figura dell'animatore è vista come una specie di parcheggiatore di bambini.
Questo succede quando i bambini vengono visti come qualcosa a cui badare e di cui si farebbe anche a meno.

Se è comprensibile che i genitori possano desiderare avere ogni tanto dei momenti di svago, privi della preoccupazione di dover seguire i propri figli, è pur vero dall'altro lato che i bambini si nutrono delle nostre attenzioni e da esse creano la base per le loro future relazioni umane, per il loro carattere, per la loro autostima, ecc.

I bambini hanno un'innata vitalità che va indirizzata e incanalata, ma va anche ascoltata. Saper riconoscere i bisogni di un bambino, significa fare attenzione a quali sono i nostri reali limiti, i nostri personali bisogni (che talvolta anteponiamo ai loro) e aiutare i bambini stessi a riconoscere più precisamente i propri desideri e distinguerli dai propri bisogni.

Accompagnare i bambini nei loro processi di crescita, nei loro ragionamenti e nella formazione dei loro principi su cosa è giusto e cosa è sbagliato è un'arte complessa, che passa dal saper imporre loro dei limiti chiari e a volte nell'abbattere i nostri, che da adulti abbiamo innalzato per adattarci al vivere in società e talvolta accettato nostro malgrado, più o meno scendendo a compromessi con noi stessi. Tutte cose che un bimbo non sempre capirà o accetterà con piacere.

La relazione con un bambino è quindi sempre biunivoca, perchè mentre li si aiuta maieuticamente a capire meglio chi sono e cosa vogliono fare, attraverso il gioco, al tempo stesso, dal confronto, anche l'adulto si trova ad affrontare situazioni sempre nuove che possono richiedere una capacità di dialogo (a volte corporeo) e di adattamento, di cui spesso deficitiamo e che raramente ci viene richiesto di allenare.

Quando lavoro coi bambini non sento il ruolo di dover tarpare la loro esuberanza. Posso fare loro da "contenitore", ma un contenitore flessibile, attento alle esigenze diverse di ogni situazione. Che indichi e talvolta metta in gioco le regole, proprio venendo incontro alla genuina richiesta di un bambino.

Più che un parcheggiatore, che argina corse furibonde, danni materiali, grida e schiamazzi, preferisco pensarmi come ospite d'onore di una festa di cui i bambini devono diventare protagonisti, anche a un matrimonio, poiché se loro sono lì con noi, non è che per farci "un piacere". Sono invitati a una festa riservata a mamma e papà e loro lo sentono... Sta a noi adulti pensare che la festa possa essere gioiosa anche per loro (e a volte forse più che per noi)