Come costruire una casa antisismica

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Dopo il terremoto che ha coinvolto Emilia-Romagna,Veneto e Lombardia, il dibattito sulle tecniche di costruzione antisismiche è più che mai acceso. Su tutto, fa discutere anche la mappa del rischio sismico, visto che le zone funestate di recente erano apparentemente aree di moderata tranquillità. Comprendere la pericolosità della regione in cui si vive e la resistenza alle scosse dell'abitazione in cui si vive o si desidera acquistare, diventà oggi come non mai di primaria necessità.

Per comprendere a fondo la propria situazione abitativa è necessario rivolgersi a professionisti esperti: architetti, ingegneri e tecnici sono in grado di valutare le condizioni degli edifici e stabilire se è necessario un intervento di messa in sicurezza.

La prima casa antisismica

La prima costruzione antisismica della storia è stata progettata proprio in una delle città italiane che più da vicino ha vissuto l'ultimo terremoto: Ferrara

Fu Pirro Ligorio, architetto illustre del XVI secolo, ad ideare il primo edificio antisismico. L'architetto, interrogatosi dopo il terribile terremoto del 1570, l'unico paragonabile per intensità a quello più recente avvenuto in quelle zone, nell'ultimo capitolo del suo trattato "Rimedi contra terremoti per la sicurezza degli edifici" disegna una casa in grado di resistere non solo ai carichi verticali ma anche alle forze trasversali, le forze proprie dei terremoti distruttivi.

Ma allora, se già con la tecnologia del tempo si era in grado di diminuire sostanzialmente il rischio di crolli, come mai dopo quasi mezzo millenio di evoluzione non si è ancora riusciti a trovare la quadra? 

La normativa antisismica in Italia 

Purtroppo, l'Italia è una delle area a più alto rischio sismico in tutto il Mediterraneo. Questo perchè è il punto di incontro e scontro della placca euroasiatica con quella africana. Quindi la legislazione come mezzo per perpetrare una prevenzione accorta è alla base della sicurezza nelle costruzioni edili.

La normativica antisimica italiana infatti mappa lo stivale a seconda della pericolosità dei suoi terreni.

La mappa del rischio sismico

L'ordinanza 3274 del 2003 suddivide l'intero territorio in 4 zone a seconda del pericolo di scosse telluriche. La classificazione mira ad indicare la probabilità che una regione venga interessata da una scossa di terremoto in un preciso arco di tempo (50 anni). O come recita la normativa " la pericolosità espressa in termini di accelerazione massima del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni.

Lo stivale quindi si colora diversamente a seconda del rischio. Più il colore è scuro, più è alta la probabilità di eventi sismici. 

Questo è il sito del Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia dov'è possibile consultare la mappa originale.

Questa suddivisione viene usata dalle Regioni per deliberare in materia: regolamentare i requisiti minimi di costruzione sicura degli edifici ed indicare i materiali più adatti.

Nel 2008, il decreto ministeriale 14 gennaio 2008 ha introdotto le responsabilità degli attori coinvolti nelle azioni di verifica degli edifici esistenti e progettazioni di quelli nuovi. Le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC) individuano:

  • il progettista, incaricato nella definizione della durabilità della nuova struttura
  • il direttore dei lavori
  • il collaudatore (che scende in campo durante la costruzione del nuovo edificio e non più alla fine dell'opera)

Tuttavia questa legislazione non ha funzionato da efficace deterrente.

L'8 giugno 2012 è entrato in vigore il decreto DI 74/2012 per intervenire nelle zone terremotate: scaricabile qui, che prevede fondi per la ricostruzione e sospensione dei tributi.

In tema di prevenzione invece, la Commisione Grandi Rischi sta pensando di rendere obbligatorio il rilascio del certificato di agibilità pre gli immobili dedicati alle attività produttive. 

Come costruire una casa antisismica

Ma allora vediamo quali sono le caratteristiche discriminanti per determinare la resistenza di un immobile alle scosse di terremoto. Queste condizioni sono valide sia in fase di costruzione che in fase di verifica della tenuta di un immobile già esistente.

Il rischio sismico

Sicuramente in cima alla lista degli elementi da verificare, troneggia il rischio sismico (come già definito in precedenza) della zona di costruzione. A seconda del grado di probabilità di evento sismico, gli edifici devono sottostare ad alcuni requisiti minimi o massimi. Per esempio, in zona 1 (l'area a più alta pericolosità) l'altezza degli immobili non dovrebbe superare i 2 piani (3 se in muratura armata).

L'anno di costruzione

A seconda dell'anno di costruzione variano i materiali con è stato costruito l'immobile. Qui elenchiamo in ordine di pericolosità le date di costruzione. In generale vige una regola di anzianità: più è vecchio l'edificio più è facile che non sia stato costruito secondo i criteri antisismici.

  • prima del 1950 (tutte le case realizzate prima di questo anno sono quelle più a rischio perchè costruite in muratura)
  • tra 1950 e 1974 (tutti gli immobili in cemento armato ma non a prova di terremoto)
  • tra 1974 a 2003 
  • 2003 ad oggi (edifici costruiti secondo criteri antitellurici) 

I materiali, i muri e i tetti

Il materiale ottimale per la costruzione di edifici antisismici è il cemento armato internamente rinforzato con barre di acciaio al carbonio con un diametro minimo di 5 mm.

I bulloni e i chiodi da utlizzare nella saldatura di travi e pilastri devono essere conformi alle normative europee UNI EN ISO. I muri portanti possono variare da uno spessore minimo di 15 cm a uno max di 50 cm. Anche la pianta, perchè incrementi il livello di sicurezza, dovrebbe essere progettata simmetricamente.

Per i tetti la soluzione migliore ricade in quelli a capriata. I tetti spingenti invece risultano pericolosi perchè sono quelli in cui le travi spingono contro le pareti degli immobili.

L'edificio come una scatola

Il principio più importante è che le varie parti siano ben salde e collegate tra loro. Solo in questo modo la struttura può resistere alle forze esercitate dal sisma che si propagano in ogni direzione. L'alternativa è separare l'edificio dalle fondamenta per permettere lo scorrimento e non il crollo dell'immobile durante il terremoto.

Tempi e costi

Il costo medio di costruzione di un edificio antisismico supera del 3%-10% quello per realizzare una struttura non a norma. Inoltre la costruzione di tale struttura, a causa delle verifiche ed i test a cui deve essere sottoposta, rende il tempo di realizzazione più lungo (circa il 30% in più).

Tuttavia il valore commerciale di un immobile antisismico è di gran lunga superiore.Quindi l'edificazione di case a prova di terremoto può essere considerato un vero e proprio investimento.

 

 

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