IL POETARREDATORE

Categoria:

arredatore

.   |   Articolo scritto da:

mario.pelizzari

.

IL POETARREDATORE

La poesia e l’arredare sono due forme della creatività umana.

Nell’evoluzione della poesia sono state definite delle regole di composizione in modo che le parole, che formano i versi, avessero un risultato armonioso e piacevole da ascoltare e da leggere.
Queste due azioni ci possono aiutare per dare forma a un nuovo arredo o rinnovare uno esistente.
Gli arredi “ci parlano” e “ci trasmettono” delle sensazioni, e se le verbalizziamo, le possiamo trasferire sui nostri mobili e spazi in forma di scritte, di idee e di funzionalità.

Per arredare e ottenere un risultato soddisfacente è necessario il contributo di chi vivrà nello spazio da arredare e di chi è in grado di dare forma alle idee espresse: un arredatore.Le indicazioni ricevute, oltre a tendere verso un risultato bello e funzionale, dovrebbero contenere le sensazioni di benessere che gli spazi arredati dovranno trasmettere.

Tutti i cinque sensi devono essere soddisfatti:

- la vista non deve essere disturbata da qualche elemento fuori armonia,
- l’udito deve ricevere dei rumori adeguati,
- l’olfatto non deve percepire odori fastidiosi,
- il tatto non deve trovare ostacoli pericolosi
- e il “gusto” deve esprimere il suo giudizio finale sulle finiture scelte.

La fusione delle parole con le sensazioni, che il nostro corpo ci invia, è un connubio non sempre considerato come ausilio per creare ambienti ricchi di tante coccole e poveri di cose inutili. Ad esempio è meglio una stanza completamente vuota che ti avvolge con i suoi colori, delle tende luminose, degli infissi morbidi che una stanza con tutte le pareti piene di arredi ed ogni spazio occupato da qualcosa.

Altra questione riguarda il posizionamento degli oggetti, dei quadri, di immagini che completano gli ambienti. Anche se in prima analisi sembrano inutili e d’intralcio (chiedete a chi deve spolverarli) ricoprono una funzione di stimolo a ricordare: momenti particolari della nostra vita, amici, esperienze, viaggi, in sintesi è la nostra memoria tridimensionale.
Nei nostri ricordi ci sono anche molti pensieri, riflessioni, consigli ricevuti, letture, ma qualcuno in particolare ci piace o ci piacerebbe averlo spesso alla portata dei nostri occhi. Allora li scriviamo, li stampiamo e li mettiamo in bella mostra perché anche questo ci da piacere. L’idea di trasferirli in maniera indelebile nei nostri spazi abitativi aumenterebbe il nostro grado di soddisfazione.

Qui la fantasia si scatenerà al mio tre (come nel film novecento):

- stencil sui muri
- incisioni sui pannelli dei mobili
- parole in rilievo
- scritte o disegni con il pirografo
- stampe su pellicole da applicaredipinte a mano
- … ( limite tendente all’infinito).

Nell’attesa pensate se guardare le vostre abitazioni da questo punto di vista Vi costa di più o di meno.
Vi aspetto per parlarne assieme.