L'inglese SI, l'inglese NO?! PER I BAMBINI NON E' MAI TROPPO PRESTO

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babysitter

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michela roth

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L'inglese si? L'inglese no!
Per i bambini non è mai troppo presto

Carissimi Genitori,
Sono una mamma, (oltre che un'insegnante d'infanzia madrelingua con un esperienza decennale nell'ambito dell'asilo nido e scuola d'infanzia,) e sono lieta di suggerirvi alcune informazioni per quello che riguarda il bilinguismo/ plurilinguismo nella prima infanzia.

Quali sono i vantaggi nel mandare un bimbo ad un nido bilingue?
Il prof. Martin Dodman ci ricorda che ripercorrere una seconda lingua, ciò che si affronta normalmente in prima lingua, significa riutilizzare gli schermi mentali che i bambini si sono già costruiti nell'aver affrontato determinate esperienze, e questo potrebbe facilitare enormemente i processi di compressione, confronto , riflessione da parte dei bambini stessi.
Sì può affermare che i bambini imparano la seconda lingua quando la lingua è intesa come strumento efficace per il rapporto con gli altri e con il mondo. In un nido bilingue il bambino impara ad interagire con gli insegnanti ed i coetanei perchè si crea un contesto di “ necessità” .
Possiamo individuare facilmente alcuni ambiti di intervento : LA NARAZIONE, IL GIOCO SIMBOLICO, L'ATTIVITA' DI TEATRO, IL GIOCO LIBERO, LE FESTE DI COMPLEANNO, L'ACCOGLIENZA.
La lingua inglese, inserita nel quadro generale della prima infanzia, è uno strumento che favorisce una maggiore elasticità mentale portando ad accrescere le relazioni interpersonali dell’individuo.
 

Anche prima di svillupare il linguaggio il bambino riesce ad apprendere la lingua inglese? Come parlano i bimbi tra loro ? C'è il rischio confusione tra Italiano e Inglese ?
Secondo il prof. Martin Dodman, docente di Educazione Comparata presso l'Università di Bolzano, il plurilinguismo è una competenza puramente " naturale". I bambini imparano ed usano , anche nella quotidianità, quattro o cinque lingue diverse, in relazione ai diversi contesti in cui si trovano. Un bambino non ha i limiti circa il numero di lingue che può apprendere.I LIMITI RIGUARDANO PIUTTOSTO I CONTESTI IN CUI I BAMBINI POSSONO CRESCERE ED ARTICOLARE LE PROPRIE ESPERIENZE, I PROPRI VISSUTI ED LE PROPRIE RELAZIONI.
Una delle prime considerazioni a favore del plurilinguismo nella primissima infanzia, secondo Prof. GiamPaolo Donzelli , docente di Neonatologia e Pediatria Preventiva e Sociale presso l'Università di Firenze, viene offerta dal contributo delle neuroscienze, che sottolineano la plasticità mentali, neuronale dei bambini piccoli. Tale flessibitlità e plasticità mentali è alla base di ogni processo di apprendimento. Il bambin sembra essere dotato di un altissimo tasso di crescità neuronale. I neuroni si moltiplicano : così le sinapsi tra neuroni favoriscono l'apprendimento linguistico, nel senso di cogliere ed incorporare suoni, accenti, vocaboli con la massima precisione. Da piccoli è possibile sentire i suoni per quello che sono, li si incorpora a livello neuronale e li si può riprodurre fedelmente.
Da adulti , invece, possiamo riprodurre suoni come nuovi elementi da assimilare al nostro bagaglio, ma non si tratta più di riproduzioni fedeli, perchè non esistono più le situazioni neurologiche di partenza.
Nella lingua italiana non esiste la pronnuncia della lettera "H" ,in quanto muta. Nella lingua inlese, i bambini che frecquentano un asilo bilingue non hanno alcuna difficoltà a riprodurla perfettamente, mentre un'adulto riesce astento , quasi mai.
Un'altro contributo del plurilinguismo nella prima infanzia è che favorisce il perdurare dell'alto tasso neuronale,perchè sin da piccolissimi impariamo a costruire schemi mentali plurilingue, meno rigidi e capaci di mantenere aperture impensabili.
Parlare e pensare in più lingue favorisce la conquista di un pensiero astratto e quindi, la possibilità di compiere operazioni formali.
Un bambino plurilingue dimostra una maggior consapevolezza e creatività
Avvalendosi della curiosità verbale tipica dell’età, dello stimolo alla socializzazione e della massima plasticità cerebrale proprie di questa età essa fornisce ai bambini un numero maggiore di stimoli linguistici.
Alla luce di ciò , presso il nostro centro è stata offerta ai bambini la possibilità di vivere il primo incontro con la lingua inglese mediante modalità volte a promuovere la creatività in situazioni ludiche e a favorire tale tipo di alfabetizzazione in continuità e progressività.
L‘introduzione della lingua inglese non si configura come un insegnamento precoce, ma come una sensibilizzazione del bambino verso un codice linguistico diverso dal proprio, il quale in seguito porterà ad un apprendimento attivo.
Le finalità dell’insegnamento della lingua inglese all'asilo nido e scuola materna sono:

  1.  sollecitare e consolidare le competenze relazionali, indispensabili alla comunicazione
  2. contribuire a formare una più ricca visione del mondo,
  3.  favorire l’acquisizione degli strumenti necessari per un confronto diretto tra la propria cultura e le altre
  4. favorire l’acquisizione dei vocaboli in lingua inglese.
    Obiettivi formativi 
  • Sviluppare la capacità di socializzazione;
     
  •  suscitare negli alunni l’interesse verso un codice linguistico diverso;
    ·
  • favorire la collaborazione e il lavoro in gruppo al fine di utilizzare al massimo le conoscenze e le abilità di ciascuno;
     
  •  potenziare le capacità di ascolto, di attenzione, di comprensione e memorizzazione;
     
  •  sviluppare la capacità d’uso dei linguaggi non verbali;
    ·
  • favorire lo sviluppo cognitivo dell’alunno stimolando i diversi stili di apprendimento;
     
  •  aiutare il bambino nel suo processo di maturazione socio-affettiva;
    ·
  • riconoscere e riprodurre suoni e ritmi della lingua inglese,
     
  • usare la lingua in contesti comunicativi significativi.
    Obiettivi specifici
  • Comprendere e rispondere ad un saluto;
     
  •  comprendere ed eseguire istruzioni e procedure;
     
  • identificare e abbinare colori, figure, numeri entro il 20
  • saper ripetere semplici canzoni in lingua inglese.

Si dice che se non si dà continuità alla scelta della dell'insegnamento bilingue nell'iter scolastico (nido, materna, elementare, etc.) l'investimento fatto nei primi anni rischia di non servire, é vero ?
L'insegnamento della lingua inglese a partire dalla scuola d'infanzia è una priorità del nuovo Orinamento scolastico italiano sottolineato dal Ministro Gelmini.

I bimbi che frequentano un nido in Inglese hanno almeno un genitore madrelingua ?
Viviamo in una società multiculturale, quindi molti bimbi possono avere un genitore madrelingua di un'altra nazionalità che lingua inglese e quindi possiamo parlare di plurilinguismo.
I bimbi che frequentano il nostro centro non hanno un genitore madrelingua. Inglese , ma polachi , russi, e nello stesso tempo imparano e si rapportano con le maestre ed i coetanei in italiano ed inglese.Molti genitori si rivolgono al nostro centro, quindi ad un insegnamento in lingua inglese sin da piccoli come una forma di investimento nell'educazione e la formazione dei propri figli.
 

Visto che il gioco é spesso il modo più efficace per insegnare, quali sono i giochi più adatti per insegnare una lingua straniera ?
Dipende dalla fascia d'età, per esempio per un bambino da 0 ai 12 mesi, le canzoncine e le filastrocche con l'ausilio della mimica gestuale può dare un' ottimo risultato sull'apprendimento e la riproduzione della lingua inglese. In effetti abbiamo evidenziato che quando i bambini ( dai 0 ai 12 mesi) riascoltano le canzoncine o le filastrocche, già memorizzate con l'ausilio della mimica-gestuale dell'insegnante , riescono ad esprimersi attraverso il linguaggio del corpo; come per esempio: battendo le manine, i piedini, mandando i bacini,ecc.
Solo una gestualità precisa e raffinata consente di drammatizzare storie e racconti in modo da sostenere la compressione per i bambini dai 2 ai 6 anni.
L'uso dello sguardo sarà fondamentale per condurre la narrazione , l'uso della voce riuscirà a trasformare racconti e letture in esperienze coinvolgenti e ricche sul piano comunicativo.
La manipolazione degli oggetti della natura, come sassi ,legnetti, fiori secchi ed l'elaborazione dei vari lavoretti da portare a casa per poi condividere con i genitori l'elaborato ed i nuovi vocaboli.
Le gite scolastiche presso le fattorie didattiche, visitando ed interagendo in lingua inglese con gli animali della fattoria.
Le recite di fine anno scolastico è l'occasione per salutare gli amici ,gl' insegnanti ed i genitori per le vacanze così si prepara un spettacolo in cui mettiamo in mostra tutto ciò che abbiamo imparato in lingua inglese ed italiano.
Le feste di compleanno, la recita natalizia, la festa di Halloween, il carnevale, ecc, sono tante è molteplici le esperienze da vivere e condividere con i bambini ed i ragazzi in italiano/ inglese....Si può improvvisare, ma la parola d'ordine è DIVERTIRSI .
SE I BAMBINI SI DIVERTONO, IMPARANO ALTRIMENTI NO!!!! Secondo il mio umile parere, non servono insegnanti che stanno dietro ad una scrivania e bambini seduti al banco, scrivere su una lavagna ed annoiarsi durante una lezione d'inglese anche nella scuola elementare oppure medie, ma servono insegnanti che sanno fare interagire il bambino, usando varie tecniche di insegnamento. Il bambino piccolo, l'adolescente oppure gli adulti stessi che frequentano un corso di lingua inglese si deve divertire ed interagire.


Aneddoti e curiosità: esempi di vita vissuta nell'asilo bilingue
Un bambino Matteo, di 2 anni, appena inserito nel nostro centro, a casa con i genitori chiedeva l'acqua.,”MAMMA ACQUA!”
La mamma ogni volta li ripeteva “ Matteo si chiede ...”ACQUA PER FAVORE ”
Allora Matteo chiede “ WATER PLEASE!” ...così è più facile

Michela Roth

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