ripetizioni in regola con il fisco: i buoni per il lavoro occasionale di tipo accessorio

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Spesso vi sarete chiesti come ci si può mettere in regola con il fisco nel settore delle ripetizioni. Nonostante la regolamentazione sia poco conosciuta, e molti facciano finta di non conoscerla, esiste una semplice procedura da seguire.
Con la riforma del mercato del lavoro del 28 giugno 2012 è stata ritoccata la legislazione relativa al lavoro occasionale accessorio: la tipologia lavorativa che regolamenta anche il settore delle ripetizioni.
 

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I vantaggi

Mettersi in regola porta molteplici vantaggi sia per chi impartisce le ripetizioni che ad il datore di lavoro. Se gli insegnanti beneficiano di copertura assicurativa e contributiva, chi richieda il servizio non ha bisogno di dover stipulare un contratto ed usufruisce della copertura assicurativa Inail.

Il lavoro occasionale di tipo accessorio

Il lavoro occasionale accessorio è una modalità di prestazione lavorativa pensata per le prestazioni di lavoro saltuarie: tutti quei lavori che non sono modulati da un contratto di lavoro. Infatti l’idea è proprio quella di tutelare quelli che comunemente vengono chiamati “lavoretti” ai quali, in tempo di crisi del mercato del lavoro, si ricorre sempre di più per arrotondare lo stipendio.
I professori di ripetizioni rientrano appieno in questa categoria. Vediamo quindi cosa fare per mettersi in regola.

Il sistema dei buoni 

Tutto il sistema è regolato mediante l’utilizzo di buoni lavoro prepagati (anche detti voucher). Questi hanno un valore nominale di 10 €, 20 € o 50 € e devono essere acquistati dal datore di lavoro e successivamente versati al professore di ripetizioni.

 I buoni hanno valore nominale perché comprendono la contribuzione assicurativa contro gli infortuni sul lavoro a favore dell’Inail (7%), la contribuzione previdenziale a favore dell’Inps (13%) e infine il compenso all’Inps per i costi del servizio (5%). Riassumendo: per ogni 10 € di buono, il lavoratore guadagna 7,50 €.

Proprio per la natura della prestazione, l’importo incassato dal prestatore (il lavoratore) non è sottoposto ad imposizione fiscale.

Ricordiamo tuttavia che tale procedura è attuabile fino ad un compenso massimo di 5000 € (netti) in un anno solare. Al di sopra di tale soglia, la prestazione non è più considerata saltuaria e bisogna provvedere all’assunzione tramite contratto di lavoro.

Chi può farne uso?

Ma chi può beneficiare dei voucher? Ecco una lista aggiornata dei prestatori che possono usufruire dei buoni per il lavoro occasionale di tipo accessorio:

Tutti i lavoratori operanti nei settori elencati dall’art.70 del Decreto Legge 276/2003 (lavori di giardinaggio, pulizia, lavori domestici, insegnamento privato supplementare ecc.) indipendentemente dal tipo di contratto di lavoro (cassaintegrati, lavoratori a tempo pieno, disoccupati ecc.)
I pensionati
I giovani con meno di 25 anni iscritti presso un’università o un altro istituto scolastico riconosciuto. *
I lavoratori stranieri: il reddito derivante dal lavoro accessorio viene considerato nel reddito globale richiesto per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

* I giovani con meno di 25 anni di età e frequentanti un corso di studi possono beneficiare del sistema dei buoni solamente nei weekend (sabato o domenica) e nei periodi di vacanza:

1. Vacanze natalizie (dal 1° dicembre al 10 gennaio)
2. Vacanze pasquali (dalla domenica delle Palme al martedì seguente il lunedì dell’Angelo)
3. Vacanze estive (dal 1° di giugno al 30 settembre)

Come e dove reperire i voucher? (per i datori di lavoro)

I buoni possono essere acquistati dai committenti in varie sedi su tutto il territorio nazionale e anche per via telematica.

Ecco dove è possibile acquistare i voucher:

• Nelle sedi Inps
• Presso i rivenditori di generi di monopolio autorizzati (tabaccherie)
• Presso gli sportelli bancari abilitati
• Presso tutti gli uffici postali

Per l’acquisto sono sufficienti un documento di identità valido e il codice fiscale. Tuttavia, prima che dell’erogazione della prestazione di lavoro, il datore deve comunicare il nome, il cognome e il codice fiscale dell’insegnante privato, il luogo di lavoro e la data in cui si svolge.
La comunicazione integrativa con i dati del prestatore può essere eseguita tramite il sito e le sedi operative dell’Inps.
L’acquisto dei buoni per via telematica può essere finalizzato sul sito dell’Inps. Da questa pagina è facilmente scaricabile una guida esplicativa.

Come riscuotere i buoni lavoro? (per i lavoratori)

I lavoratori invece, nel caso di buoni acquistati presso le sedi Inps, possono incassare il loro stipendio entro 24 mesi dalla data di emissione del voucher fornendo nome, cognome, codice fiscale e durata della prestazione lavorativa.
Se i buoni sono stati acquistati presso le tabaccherie, questi possono essere riscossi dopo 2 giorni dall’erogazione del servizio offerto dal lavoratore (in questo caso le ripetizioni) ed entro 1 anno dalla data di emissione.
Nel caso di acquisto presso gli sportelli bancari invece, l’importo deve essere riscosso entro 1 anno dalla data di emissione e già dopo 1 giorno dall’erogazione del servizio.
Infine, nel caso di acquisto presso gli Uffici Postali, la riscossione può essere effettuata dopo 24 ore dalla fine delle ripetizioni ed entro 2 anni dal giorno di emissione.

Furto, smarrimento, rimborsi

Nel caso di furto o smarrimento è necessario informare le autorità competenti sporgendo denuncia.In seguito ci si dovrà recare presso una sede Inps portando con sé il testo della denuncia.
Nel caso di acquisto in sovrannumero dei voucher, è possibile richiedere il rimborso compilando l’apposito modulo (modello SC52) consultabile sul sito ed in tutte le sedi Inps.