Tema di Andrea, 13 anni: Ulisse e Galileo

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lezioni private

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Ulisse naviga oltre le colonne d’Ercole, che segnavano illimite posto dagli déi al mondo degli uomini, per il desiderio di conoscerel’ignoto, il proibito e per allargare gli orizzonti del sapere.
Galileo è il primo vero scienziato che dimostra l’esattezza della teoria eliocentrica di Copernico, secondo cui la terra si muoveva intornoal sole.
E’ anche il primo a proporre un nuovo metodo disperimentazione: studia ciò che gli altri hanno affermato prima di lui, osservala realtà, formula ipotesi e ne verifica la validità con i suoi esperimenti.
Galileo sostiene le proprie idee scientifiche, in contrastocon quelle della Chiesa, consapevole di rischiare la vita per le proprieconvinzioni.
Ulisse e Galileo sono accomunati dal desiderio di superare ilimiti umani, di andare oltre.
Dante con il canto di Ulisse intende insegnare a noi uomini edonne del XXI secolo che è importante credere nei nostri sogni, oltrepassando inostri limiti, anche se sappiamo di dover correre dei rischi, pur di evolvere edi arricchire la nostra voglia di conoscere.
Sia Ulisse sia Galileo hanno sfidato i limiti umani per amoredella conoscenza.
Essi sono stati spinti dalla voglia di scoprire, diconoscere, di arricchire il proprio sapere, dando il loro contributo a tutti,non solo a se stessi.
A me vengono in mente due uomini che possono essereparagonati a Ulisse e a Galileo.
Si tratta di Martin Luter King che è nato nel 1929 e diMichael Jordan nato nel 1963.
Ognuno di loro, a suo modo, ha realizzato i propri sogni e liha perseguiti con costanza e determinazione.
Per la libertà, per coloro che hanno smesso di sognare, perchi ha perso la forza di credere in un destino migliore, risuona ancora uno deidiscorsi più celebri della storia.
Quello pronunciato da Martin Luter King nel dicembre del 1964,in occasione della consegna del premio nobel:“I have a dream”.
Aveva un Sogno, un Sogno grande, un Sogno immenso: quello dicontinuare ad avanzare verso la città della Libertà ed è stato pronto a morireper vederlo realizzato.
Michael Jordan non può accettare di non tentare,  ma può accettare di fallire perché chiunque fallisce in qualcosa.
Lui ha superato i limiti umani,  giocando a basket, riuscendo a diventare unaleggenda del basket americano: una delle stelle più luminose del firmamentosportivo a livello mondiale.
Non si arrendeva mai e, anche seperdeva, la sua autostima non crollava e continuava per la stessa strada,procedendo a piccoli passi.
Passo dopo passo.
Ulisse motiva i suoi compagni: li incita a proseguire nelloro viaggio, ricordando loro che non sono delle bestie, ma che sono staticreati per seguire virtù e conoscenza.
Penso di applicare questo insegnamento nella mia vita,imparando e mettendo in pratica quello che apprendo, gradualmente, di volta involta, per arricchirmi ed evolvermi continuamente; ricordandomi la mitica frasedi Martin Luter King:” I sogni non sempre si realizzano, è vero, ma non perchésiano troppo grandi o impossibili. Perché si smette di crederci!”.

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