Perché mediare?

Categoria:

mediatore

.   |   Articolo scritto da:

Iacopo Savi

.

Sempre più spesso ci troviamo di fronte a crisi familiari in cui i livelli di litigiosità, che oramai destano preoccupazione, hanno preso, totalmente, il posto delle “normali” interazioni familiari, rendendo il procedimento legale lungo e dolorosamente ingestibile.
La crisi di coppia diventa un buco nero, che assorbe tutti gli aspetti della “galassia” familiare, le speranze, le abitudini, gli affetti, l’identità familiare ed anche, spesso, l’identità individuale, lasciando solo un grande vuoto pieno di rabbia, disillusione e sofferenza, generando uno stato confusionale difficilmente gestibile, se non sostituito da qualcosa.
Quel qualcosa, spesso, è la voglia di rivalsa, la “vendetta”, che si esprime nella litigiosità che vuole eliminare l’avversario e che non permette un’interazione civile tra i coniugi ormai destinati a divenire ex.
Ed è proprio per la gestione di una tale situazione che si inserisce la Mediazione Familiare, ove l’intervento del mediatore, ovvero di un professionista che, lontano dall’essere un consulente legale o un terapista di coppia, aiuta i coniugi a riorganizzare costruttivamente i loro rapporti presente, ma soprattutto, futuri.
La mediazione familiare è quello spazio in cui le parti possono ritrovare il bandolo della matassa riordinando quello che il tempo ha scombussolato, quel luogo ove le parti possano ascoltarsi l’un l'altro.
Umanizzare il “nemico”. Soffrire insieme. Marito e moglie. Genitori. Prendere in mano la propria vita e decidere, non in solitudine, ma sostenuti ed aiutati, da una persona che non decide per loro, ma li aiuta a far sì che siano loro stessi a comprendere cosa sia meglio per sé stessi, aiutandoli a gestire la rabbia, la delusione e tutti quei sentimenti umani che rendono ciechi e sordi alle reali esigenze personali.
Varie sono le tecniche e le metodologie di intervento dei mediatori, mutuate secondo la sensibilità del singolo professionista e secondo le necessità del caso concreto.
Gli incontri di mediazione si svolgono alla presenza di entrambi i coniugi in uno spazio che, pur nel rispetto di talune regole, risulta il luogo ove senza timore alcuno le stesse possano sentirsi libere di esprimere non solo i pensieri, ma anche le paure ed i desideri che, attraverso l’aiuto del mediatore, vengono proposti in maniera realmente comprensibile dall’uno all’altro.
Attraverso domande mirate il mediatore può focalizzare le paure e le ansie dei coniugi, le loro volontà per aiutarli, anzitutto, a comunicare tra loro; per poi poter iniziare a porre in essere determinati tentativi per valutare, anche al lato pratico, la validità degli accordi parziali che seduta per seduta vengono presi dai coniugi.
Sono le coppie a decidere e non il mediatore, come taluni erroneamente pensano, questi, infatti, si limita a creare le condizioni per trovare ilo terreno comune, che rimanga tale anche al di fuori del suo studio.
L’uso di strumenti obbiettivi, quali, per esempio, la lavagna a fogli mobili risultano utili per dare la possibilità alle coppie di osservare la situazione con occhi nuovi, quello che accade o ciò che chiedono, quello che si sono prefissati o ciò che sono stati, ma anche, e soprattutto, per vedere i risultati che di volta in volta raggiungono.
Accedere alla mediazione familiare consente, come si è visto, di trasformare una situazione conflittuale di stress, emotivo ed economico, ad una situazione di reale collaborazione, con tutti i consequenziali benefici.
Non vi è da dimenticare che le persone che si separano, hanno condiviso molto, in termini di tempo, affetti, speranze e condivisioni, la mediazione permette loro di considerare il tempo passato come un tempo finito ma piacevole da ricordare e non, al contrario, qualcosa da cui sfuggire.
Naturalmente non vi sono controindicazioni di sorta all’accesso diretto alla via giudiziaria, è innegabile che, di fronte ad alcune situazioni, la mediazione non sia consigliabile, tuttavia, in termini di costi, a livello emotivo, la Mediazione rimane la scelta maggiormente economica.
Sia chiaro però che, comunque, ciò non significa che sia esclusa la presenza degli avvocati, durante la mediazione anzi l’assistenza legale è consigliata poiché le persone trovino maggiori tranquillità chiedendo consiglio circa gli accordi parziali raggiunti, rassicurazioni circa la tutela dei propri diritti o per il deposito del ricorso di separazione per l’omologa degli accordi al termine del percorso.

Tratto da: http://mediazione.splinder.com/post/22612648/mediare-un-perche