IRIDOLOGIA

Categoria:

medicina alternativa

.   |   Articolo scritto da:

Medico omeopata

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Iridologia
di Claudio De Santi

Immaginate di guardare una persona negli occhi. Immaginate poi di avvicinarvi ai suoi occhi sempre più: avvicinatevi... avvicinatevi ed entrate in quel buco nero che c'è al centro la pupilla: un tuffo, un viaggio nel misterioso mondo del corpo umano Immaginatevi di visitare tutte le regioni che compongono il pianeta Uomo: il fegato, la colecisti, la milza, il pancreas, lo stomaco, i polmoni, il grosso intestino, il cuore, il piccolo intestino, i reni, la vescica. Poi entrate nelle città che compongono queste regioni, le varie cellule che con un lavoro incessante permettono all'organo di funzionare. Esplorate le correnti che tengono insieme le cellule, che tengono insieme gli organi, che tengono insieme questo complesso sistema che chiamiamo Uomo. Ecco: l'iride è il diario di bordo di tutto questo viaggio.
L'iride rappresenta una delle zone riflesse del corpo: come è dentro cosi è fuori. Esiste un meraviglioso rapporto di continuità e scambio informativo tra la periferia ed il centro tra il centro e la periferia. Ogni parte del nostro corpo contiene tutto il corpo in termine di informazione (DNA). Il problema è quello di comprendere le informazioni che la parte scelta dà: io ho scelto l'iride. Non esistono due iridi uguali anche all'interno della stessa persona, quindi il primo messaggio che ci manda l'iride riguarda l'unicità dell'essere umano.
Un altro aspetto emerso dalle osservazioni è che nell'iride è inscritta una mappa degli organi interni. Si e visto cioè che chi ha problemi di fegato presenta più frequentemente un segno in una certa porzione dell'iride, chi ha problemi di milza in un'altra porzione e cosi via creando in questo modo un riferimento stretto tra alterazione dell'organo o del viscere ed alterazione della trama dell’iride. Accanto alle alterazioni più evidenti della struttura dell'iride, ci sono le macchie, le cripte, ecc. che sono una fonte inesauribile di informazioni sull'interno. L'iride è dunque una fotografia di come siamo in quel momento, ma è anche qualche cosa di più: registra quello che siamo stati e come questo incide sul nostro presente. Torniamo all'esempio iniziale: leggendo il diario di bordo è possibile seguire tutte le vicende che hanno costellato il viaggio. Allo stesso modo, lèggendo l'iride è possibile comprendere le vicende che hanno portato la persona a sviluppare una certa sintomatologia.
Facciamo un altro esempio. Immaginiamo un recinto di cavalli: chi sta fermo, chi mangia, chi trotterella attorno, in generale una situazione tranquilla, armonica. Improvvisamente... il fuoco. Attimi di panico, movimenti caotici, poi lo sfondamento del recinto e la fuga de cavalli. Proviamo a sostituire il recinto col corpo, i cavalli con le energie che si muovono in noi, il fuoco con una situazione stressante che proviene dall'interazione con l'ambiente in cui viviamo, lo sfondamento come il sintomo che colpisce la parte più debole del corpo ed abbiamo un possibile quadro di ciò che significa "malattia". Ecco, l'iride registra i punti deboli del recinto indicando una possibilità preventiva. Ricordo che il sintomo è quanto di meglio il corpo può fare per mantenere l'equilibrio del sistema, in quanto il corpo agisce come un sistema cibernetico: se non ci fosse stato un punto debole nel recinto, i cavalli sarebbero morti. Il corpo tende sempre a conservare le energie vitali: la malattia va compresa, non combattuta:è un altro modo per metterci di fronte alle cose che non vogliamo vedere e che non accettiamo di noi.
Come molte altre zone del corpo, l'iride è un sistema informativo che registra quello che sta succedendo nel corpo in termini di pericolo per il sistema, ed in termini di punti deboli del sistema, punti da preservare affinché non cedano.
La prima divisione che all'osservazione salta subito all'occhio è quella tra pupilla ed iride: tra inconscio e conscio. Quando osservo gli occhi dei miei pazienti, sono affascinato dai segni, dai colori dell'iride, ma la pupilla mi provoca una sensazione più misteriosa: al di là di quel buco nero, mi immergo nello sconosciuto..
Nelle sistematizzazioni più recenti, la mappa è suddivisa come un orologio per i riferimenti alla circonferenza, ed in sette anelli concentrici dal centro alla periferia. Ogni iride è a grandi linee speculare rispetto a sé stessa. L'homunculus nell'iride è rappresentato con la parte cefalica al polo superiore e quella ventrale a quello inferiore. Dividendo l'emisfero nasale da quello temporale con una retta longitudinale, possiamo vedere che gli organi sono divisi a secondo del chakra corrispondente, dal primo chakra che corrisponde all'energia ancestrale, procreativa del rene (secondo i Cinesi), al settimo che corrisponde al cervello ed alle funzioni di connessione superiore.
L'iride è dunque suddivisibile in spicchi che ci informano sullo stato dei Chakras e degli organi corrispondenti dando notizie preziose sullo stato energetico generale e particolare dell'organismo, nonché sui nodi esistenziali più grossi in atto nel paziente. Ricordo brevemente le correlazioni coi chakras: I = sessualità riproduttiva; II = autosufficienza; III affermazione di sé; IV = amore; V = creatività; VI = visione interiore; VII = coscienza universale (spiritualità).
L'altro aspetto della divisione dell’iride ci informa a quale livello il chakra corrispondente è bloccato e quale tipo/i di terapie potrebbero essere adatte per riattivarlo.
Dal centro alla periferia abbiamo: l'orlo pupillare interno (OPI), l'orlo pupillare esterno (OPE); la corona; il margine della corona; la zona degli organi; l'orlo irideo interno (OII) l'orlo irideo esterno (OIE) che corrispondono rispettivamente alle ossa del rachide, allo stato di nutrizione del rachide, all'apparato gastroenterico, al sistema neurovegetativo, allo stato degli organi, allo stato degli organi filtro del corpo (emuntori), all'aura che rivela lo stato attuale del paziente.
Passiamo ad un esempio pratico. Ammettiamo che nell'arco di cerchio compreso tra le 6.30 e le 7.30 dell'iride sinistra vi sia un segno dell'OPI, nella zona degli organi e nell'OIE. La zona corrisponde al II chakra, quindi il conflitto esistenziale è nei confronti dell'autosufficienza. Naturalmente varie possono essere le manifestazioni di questo conflitto: vivere coi genitori in età adulta, mancanza di indipendenza economica, legami sentimentali non indipendenti, ecc. All'esame obiettivo rileveremo la zone tesa, fredda, con scarsa mobilità: il II chakra si trova sotto l'ombelico, ma la zona interessata è più vasta. E' stata fatta una correlazione tra chakra e movimenti bioenergetici (secondo Lowen) ed il secondo corrisponde al segmento addominale. Questo può essere bloccato nel suo movimento spontaneo, coinvolgendo tutta la fascia ventrale e lombare: la tensione è apprezzabile all'esame obiettivo. Dal centro alla periferia possiamo constatare una alterazione delle vertebre corrispondenti (L3-L5) registrata dall'OPI una alterazione degli organi corrispondenti (prostata, vescica) che per i Cinesi sono correlati al sentimento della paura e nell'esempio può indicare la paura di lasciare il nido, di tagliare profondamente il cordone ombelicale per rendersi autosufficienti ed indipendenti; l'alterazione dell'OIE indicante che il conflitto è in corso tuttora.
Passando al versante terapeutico ho correlato i livelli concentrici con le terapie nel seguente modo: I'OPI indica terapie di manipolazione ossea come la chiropratica, l'osteopatia, la kinesiologia applicata; I'OPE terapie di massaggio come lo shiatsu; la corona focalizza l'attenzione sull'alimentazione; il margine della corona su tutte le tecniche psicoterapeutiche sia analitiche che psico-corporee (alla mia osservazione sono le due porzioni dell'iride più interessate nell'uomo moderno); la zona degli organi sulle terapie farmacologiche (omeopatia, allopatia); l'OII sulle terapie drenanti (fitoterapia, gemmoterapia); l'OIE sulla pranoterapia e le terapie vibrazionali. Nell'esempio precedente l'iride suggerisce per quel paziente una integrazione di terapie come la chiropratica, l'omeopatia e la pranoterapia.
Tutto questo enorme bagaglio di informazioni fa dell'iride un possibile tramite al modello olistico che sottende ad un approccio globale all'Uomo ammalato. Essa risponde meravigliosamente bene alle leggi basilari della Natura fornendo un esempio di quello che già i Cinesi avevano osservato: nella parte c'è il tutto, nel tutto c'è la parte. E questo aspetto è stato riscoperto nell'ologramma, una fotografia fatta col raggio laser che ha la caratteristica di contenere l'intera immagine anche nei frammenti della lastra. Antico e nuovo stanno incontrandosi, riscoprendosi a vicenda riportando lentamente l'Uomo alla sua integrità: non più frammenti ma UNO.
 

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