Crescere Insieme...il luogo della nuova fecondità

Categoria:

psicologo

.   |   Articolo scritto da:

cristina.paiocchi

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“…La piantina che avevamo coltivato con tanto amore negli anni io e mio marito è appassita!...Non ce l’aspettavamo proprio! L’abbiamo sempre tenuta nel posto per noi più giusto e l’abbiamo nutrita senza distrazioni…eppure non ce l’ha fatta!
Quel giorno eravamo molto tristi ed anche un po’ arrabbiati. Ci siamo chiesti: ‘perché è successo? Perché tutte le piantine sui balconi degli altri sono così belle, così colorate, così vive?’
Abbiamo passato molto tempo a pensare che non avremmo mai più coltivato piantine in casa: troppo difficile, troppo deludente!
Certo però che la casa senza colore e senza profumo non ci piaceva proprio! Non riuscivamo ad abituarci…non sapevamo che, non lontano da noi, c’era un posto dove poter coltivare in maniera diversa e poter avere la casa piena di piantine colorate e profumate…”

L’adozione è, per le coppie sterili, una nuova possibilità di diventare genitori dopo che la speranza era ormai persa.
La scoperta dell’impossibilità a procreare, infatti, rappresenta spesso un momento drammatico nella vita di una coppia, che causa una profonda sofferenza, e può rappresentare talvolta uno dei momenti più difficili nella vita di un individuo. Essa viene vissuta come un vero e proprio lutto.

Scoprendo di non poter avere figli, infatti, non si perde solo la propria capacità generativa, ma si scopre di dover rinunciare a quel figlio immaginario, che esiste in maniera inconsapevole nelle fantasie inconsce. In questo senso la scoperta della propria infertilità si costituisce come un vero e proprio lutto, perchè è la perdita concreta di un bambino, ancora non nato, ma ben presente dentro ciascuno di noi.

Tuttavia non esiste solo la fecondità fisica, ma anche la fecondità psicologica ed emotiva dalla quale deriva la capacità di educare i figli e di sviluppare un progetto di vita.
Pensare all’adozione, tenendo presente l’esistenza di questo tipo di fecondità, porta la coppia a sentirsi nuovamente in grado di essere genitori, di mettere in atto un progetto d’amore che apre ad una dimensione relazionale non solo duale, ma di comunione, di apertura, di accoglienza.

Diventare genitori adottivi è un viaggio attraverso le proprie emozioni e quelle dei bambini...