La paura che blocca l'amore

Categoria:

psicologo

.   |   Articolo scritto da:

elenaisola

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Il Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (DSM IV-TR)
definisce il vaginismo come una ricorrente o persistente contrazione
involontaria dei muscoli perineali che circondano il terzo esterno
della vagina quando si tenta la penetrazione vaginale con pene, dita,
tamponi o speculum.
L’anomalia deve causare notevole disagio o difficoltà
interpersonale. In alcune donne, perfino l’idea dellaintroduzione in
vagina può causare spasmo muscolare. La contrazione può variare da una
forma lieve, che induce una certa tensione e disagio fino a forme
gravi, che impediscono la penetrazione.
In ogni caso, comunque, è necessario specificare se si tratta di
una difficoltà di tipo primario (comparsa sin dalloinizio dell’attività
sessuale), che si presenta spesso nelle impotenze di coppia, dove i
coniugi sono in alleanza.
Alcune volte il vaginismo può insorgere dopo esperienze sessuali
complete e gratificanti (vaginismo secondario), per il sopraggiungere
di condizioni diverse come nei casi di impotenza di coppia dovute a
ostilità. Altre volte, invece, può presentarsi in conseguenza a
determinate situazioni ambientali, con determinati partner (vaginismo
situazionale) o può presentarsi con ogni partner e in ogni occasione
(generalizzato).
E' un disturbo sessuale che sta alla base di una vera e propria angoscia della penetrazione.
E' un problema delicato e molto più diffuso di quanto si pensi. Gli
ultimi dati dimostrano addirittura che è la prima causa femminile dei
cosiddetti matrimoni bianchi, cioè non consumati.
Ci sono donne che rinunciano totalmente alla vita sessuale, nel timore di soffrire troppo.
E i partner, pur dimostrando tutto il loro affetto, la vicinanza e la
tenerezza, a letto hanno paura di fare male alla propria compagna.
Quindi preferiscono astenersi dai rapporti.
Ma come si può tornare ad una sessualità serena?
La prima cosa da fare è lavorare sul corpo, capire che esiste anche un piacere che non fa male.
Alcune donne sono convinte di essere fisicamente sbagliate e di
avere una vagina troppo stretta per fare l'amore, invece è l'organo in
assoluto più elastico.
Ma la sua elasticità può essere condizionata dalla tensione dei
muscoli che la circondano. Va tutto bene quando c'è desiderio sessuale
e si distendono.
A volte si possono anche muovere ritmicamente per aumentare il proprio
piacere e quello del compagno. Nelle donne con vaginismo, invece,
questa zona si contrae in modo involontario ed eccessivo ed è proprio
questo movimento che dà a lei la sensazione di “avere un muro lì”.
In questi casi si può insegnare alla donna gli esercizi specifici
per riprendere confidenza con se stessa e rilassare la zona pelvica.
Tuttavia, oltre ai fattori fisici, alla base del vaginismo ci sono
spesso anche problemi psico-sessuali di coppia, come una scarsa
intimità erotica o la difficoltà di lui a mantenere l'erezione.
 Il trattamento del vaginismo è piuttosto semplice e veloce e la
prognosi, fatte dovute eccezioni, è positiva.
L’approccio più efficace è quello integrato, nel senso che si mette in
atto un tentativo di integrazione tra tecniche comportamentiste,
relazionali e psicodinamiche.
Il bisogno di cogliere la complessa dinamica psicosomatica della
sessualità influenza anche il piano clinico e operativo.

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