Le bugie dei bambini

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psicologo

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mara.foppoli

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I BAMBINI E LE BUGIE
I bambini possono vedere le bugie come una continuazione del loro mondo magico, una sua rappresentazione. Ma proprio perché smontano e rimontano, imparano anche mentendo.
Possono negare, nascondere, inventare, ma è come se volessero per magia non aver fatto, rotto, finito quello che non gli piace ad esempio in modo da accontentare sia se stessi che i loro genitori.
Il far finta diventa quasi indispensabile.
Si tratta di un adattamento alla vita, un modo per comunicare ed apprendere. In età prescolare la distinzione tra finzione e realtà non è così chiara.
Le parole sono bacchette magiche che possono trasformare la realtà in finzione: il per finta in per davvero.
Piaget parla di pensiero magico, di egocentrismo infantile.
Verso i 6-7 anni la distinzione tra realtà e finzione inizia ad essere più chiara.(sviluppo operazioni intellettuali, sviluppo piano giudizio morale).
Le bugie sono un loro modo di affrontare le difficoltà. Serve insegnare loro un altro modo per affrontarle.
Tipi di bugie:
- Vanterie: bugie per farsi belli di fronte agli altri. Tentativi di modificare e migliorare la realtà. Si trasformano i desideri in un racconto. Servono ad abbassare o annullare il senso di inferiorità. Lo si ottiene ricorrendo all’onnipotenza. Vi è una gara tra chi la dice più grossa. Se diventano frequenti e sistematiche, un genitore, in correlazione con le separazioni, bisognerebbe capire se il bambino si sente in una situazione di inferiorità sociale o affettiva.
- Consolatorie: si inventa per consolarsi non per vantarsi. Potrebbero sentirsi poco amati, apprezzati e infelici. Sono desideri che il bambino cerca di esaudire almeno nella fantasia. Per i genitori è importante capire i desideri e cercare di cogliere l’importanza e il senso.
- Complesse e intenzionali:possibili fin dai 5anni.

Per un bambino è importante portarlo ad assumersi le responsabilità evitando condanne o silenzi. Quando ammette i suoi errori, la punizione non è sempre la cosa migliore. Potrebbe pensare che mentire e dire poi la verità non vada bene. Si viene puniti. Anzi mentire è proprio da furbi.
E’ importante l’esempio dei genitori. Cercare di non mentire ai propri figli anche quando pongono domande difficili e imbarazzanti.
Paradossalmente, le prime bugie sono un segnale di crescita. Il bambino può sperimentare che anche lui può avere uno spazio solo suo. Oppure vi potrebbe anche essere una difficoltà a resistere a quello che si desidera e a utilizzare la bugia per ottenerlo. La bugia è la soluzione onorevole che si costruisce dentro si sé. Le bugie possono essere un segnale di difficoltà e la richiesta di aiuta per raggiungere un equilibrio interno, una integrazione per conciliare aspetti diversi della situazione. Da una parte ci sono i propri bisogni, dall’altra i desideri, il poterlo o meno esprimere, il poterli sottomettere alla prova del limite, poterne dilazionare la soddisfazione, o sopportare la frustrazione della rinuncia.
Internamente si costruisce l’idea che desiderare non significa possedere a tutti i costi, poter sopportare la frustrazione, potersi fermare di fronte al mondo dell’altro è un sottile meccanismo che se appreso migliora molto le relazioni sia con se stessi che con gli altri. Sono un modo per riuscire a diventare grandi e che possono generare conflitto e confusione. La crescita avviene anche per dolore e per sostegno a questo dolore mediante un adulto che sappia dare sia soddisfazioni che frustrazioni. Le bugie mostrano che il bambino è alla ricerca di un nuovo equilibrio, sono una sfida al genitore per vedere come riesce ad aiutarlo, qual è la tenuta dei grandi. Ad es. se gli adulti sfuggono, evitano, il bambino lo farà con le bugie.
Nella bugia, vi è anche un aspetto creativo. Forse è proprio verso il trovare una soluzione creativa che aiuta a fare la svolta che il bambino cerca attraverso la bugia.

STORIE DI BUGIE:
- Pinocchio
- Pippi Calzelunghe
- Peter Pan
- Pennac, diario di scuola