Oggi dico di NO! Essere assertivi si può.

Categoria:

psicologo

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Paola.Pantaleo

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Pensiamo alla situazione, tante volte sperimentata da più o meno tutti, di trovarsi in fila davanti alla biglietteria del cinema e di vedersi passa davanti da un signore arrivato dopo di noi. Come ci comporteremmo?
Essere assertivi vuol dire manifestare ed esplicitare i propri desideri, le opinioni personali, le idee senza calpestare i diritti degli altri, ma allo stesso tempo affermando i propri.
Il “codice dell’assertività” può aiutare a comprendere meglio i diritti che ogni individuo ha all’interno delle relazioni interpersonali e orientare la nostra comunicazione per renderla maggiormente efficace e serena.

- Hai il diritto di essere giudice ultimo di ciò che fai e pensi

- Hai il diritto di non scusarti e non giustificarti per il tuo comportamento

- Hai il diritto di non sentirti responsabile di trovare le soluzioni ai problemi degli altri

- Hai il diritto di cambiare opinione

- Hai il diritto di sbagliare

- Hai il diritto di dire “non so”

- Hai il diritto di decidere per conto tuo

- Hai il diritto di dire “non capisco”

- Hai il diritto di dire “non mi interessa”

- Hai il diritto di dire “no!” senza sentirti in colpa

È necessario ricordare che non è un elenco di doveri ma di diritti e che quindi è lecito decidere di comportarsi diversamente.
Capiterà che riflettendo su ognuno di questi affermazioni si possa rimanere sorpresi, soprattutto da qualcunoa di esse proprio perché spesso non vengono applicate nella quotidianità, nelle relazioni familiari, amicali e lavorative.

La persona non assertivo purtroppo non ricorda il “codice” o fatica a attribuirsi questi diritti, con la conseguenza di comunicare con gli altri o in modo remissivo o al contrario in modo aggressivo.

Cosa vuol dire comportarsi remissivamente? La persona remissiva non riesce ad esprimere ciò che pensa, appare incapace di dire di “no” e cerca in tutti i modi di aiutare gli altre pur non avendone le possibilità. Cosa succede in questo caso? La fiducia in se stessi diminuisce perché è forte la tendenza ad auto-criticarsi per non essere stato capace di dire ciò che si voleva e desiderava davvero. Altri vissuti emotivi che ne potrebbero derivare son la rabbia, il risentimento e la delusione, stati d’animo che potrebbero esitare in veri e propri scatti aggressivi e talvolta offensivi, seguiti da sentimenti di colpa. Si attiva da qui un circolo vizioso, in quanto la colpa va a aumentare l’auto-critica e vissutidi autosvalutazione e bassa autostima.
Capita quindi che chi è remissivo può rispondere frequentemente anche in modo aggressivo, creando spiacevoli situazioni per noi e per gli altri e aumentando la tensione e vissuti di ansia.

E chi si relaziona in maniera aggressiva? La persona che reagisce agli scambi relazionali aggressivamente usa immediatamente la rabbia, la cui origine è la convinzioni che gli altri siano scorretti, sleali, ed intenzionati a metterci in difficoltà. Come è facile pensare ci sono diversi aspetti negativi nell’essere aggressivi: per chi lo è emergono emozioni di colpa e vergogna, per l’interlocutore si scatenano sentimenti di offesa e ingiustizia.
Se, quindi, una persona ci passa davanti alla fila, la risposta migliore sarà quella di far notare con calma e fermezza la presenza di una regola che tutti devono seguire. Questo tipo di risposta sottolinea che entrambi abbiamo eguali diritti e che il tempo è prezioso per tutti e due.
È possibile cambiare e diventare assertivi! Il fatto di riflettere sulle nostre modalità relazionali è un buon punto di partenza. Poiché essere assertivi rende la vita più facile, quando ci relazioniamo con gli altri ricordiamoci il codice dell’assertività e il diritto che abbiamo a dire di “no”.

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