Come diventare certificatore energetico

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Cos’è la certificazione energetica

Le recenti campagne di sensibilizzazione in materia di risparmio energetico e green building stanno producendo buoni risultati non solo per un miglioramento delle tecniche di costruzione ma anche per un discreto impulso sul mercato del lavoro. Per necessità legislativa infatti negli ultimi mesi si sta sempre di più affermando la professione di certificatore energetico che va ad affiancare i già affermati professionisti del settore: architetti, ingegneri, imbianchini, idraulici, elettricisti ed agenti immobiliari. Tutti esperti nei servizi per la casa.

Quando è obbligatoria la certificazione energetica?

Dal 1 gennaio 2012 infatti, l’esposizione di due valori indicativi dell’ Attestato di Certificazione Energetica (ACE) così definito dall’omonima Associazione di Certificatori Energetici è diventata obbligatoria in tutti gli annunci di compravendita di immobili. O come recita la normativa, in tutte le “offerte di trasferimento a titolo oneroso di edifici o di singole unità immobiliari”. L’attestato ha durata decennale.
Questi due nuovi indici, che rinforzano la descrizione dell’immobile (solitamente composta da metratura, numero di locali ecc…) e ne assicurano la chiarezza in termini di fabbisogno energetico, sono la classe energetica e l’indice di prestazione energetica.

L’indice di prestazione energetica (IPE)

L’indice di prestazione energetica stima il consumo energetico previsto nell’arco di un anno solare per mantenere la temperatura dell’immobile a 20 gradi. Il valore va espresso in chilowattora al metro quadro (kWh/m2).
Essendo un coefficiente che misura il consumo, più alto l’indice, più bassa è la prestazione energetica dell’immobile.

La classe energetica dell’immobile

La classe energetica dell’immobile invece, che può variare da A+ a G (la classe di più alto consumo energetico), pur essendo indubbiamente collegata all’ EPI, prende in considerazione la metratura delle pareti perimetrali degli stabili e la temperatura esterna.
Quindi si discosta leggermente, soprattutto se il fine è comparativo, dal più preciso IPE.

Qui è possibile consultare le classi energetiche e i relativi parametri.

Cosa rischia chi non rispetta il decreto rinnovabili (Dlgs 28/2011)?

Vediamo adesso cosa rischia e quali sono le sanzioni per chi viola i termini del nuovo decreto sulle certificazioni energetiche.
A livello nazionale, non è regolamentato un meccanismo di sanzione. Tuttavia in Lombardia, la regione forse più all’avanguardia nel campo delle costruzioni ecosostenibili, una legge regionale prevede una multa da 1.000 a 5.000 euro per tutti i trasgressori.

Come si diventa certificatore energetico

Ma allora quali sono le mansioni di un certificatore energetico? Qual è il percorso formativo che si deve seguire per esercitare tale professione?
La materia è abbastanza eterogenea perché regolamentata diversamente da regione a regione, come è già stato evidenziato in precedenza rispetto alle sanzioni.
Tuttavia, sebbene la certificazione energetica a milano sia disciplinata differentemente rispetto a quella di torino, venezia o roma, ci sono delle linee guide comuni a livello nazionale.
In particolare, proprio i compiti e l’accesso alla professione di certificatore energetico sono generalmente molto simili in tutte le regioni di italia.

I compiti del certificatore energetico

Il certificatore energetico è il tecnico che ha il compito di analizzare la prestazione energetica di un immobile. In particolare, egli si occupa
- del contatto con il proprietario dell’immobile;
- dei rilievi dell’edificio;
- del reperimento dei libretti degli impianti elettrici e termoidraulici;
- dell’ ispezione del consumo energetico medio dello stabile;
- della stima dei parametri dell’immobile anche tramite utilizzo di appositi software;

La formazione del certificatore energetico

Per diventare certificatori energetici bisogna essere in possesso di una delle seguenti lauree:

- laurea in Ingegneria;
- laurea in Architettura;
- laurea in Scienze Ambientali;
- laurea in Chimica;
- laurea in Scienze e Tecnologie Forestali e Ambientali;
- laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie;

Oppure dei seguenti titoli di studio:

- diploma di perito industriale;
- diploma di perito agrario;
- diploma di geometra;

Il corso di formazione per certificatori

Tuttavia, per ottenere l’accesso alla professione è obbligatorio frequentare e superare positivamente un corso di formazione riconosciuto dagli organi regionali.
I corsi hanno una durata media di 70/80 ore per un costo che oscilla tra 700 e 1300 euro.
Anche in questo caso però ogni regione ha legiferato differentemente.
Tuttavia ecco una lista degli enti certificatori accreditati di alcune regioni che hanno previsto meccanismi di accreditamento all’interno della normativa.

Regione Liguria : elenco enti accreditati alla formazione dei certificatori energetici
Regione Lombardia: elenco enti accreditati alla formazione dei certificatori energetici
Regione Piemonte: elenco enti accreditati alla formazione dei certificatori energetici
Regione Emilia-Romagna: elenco enti accreditati alla formazione dei certificatori energetici
Regione Valle D’Aosta: elenco enti accreditati alla formazione dei certificatori energetici

Il costo di una certificazione energetica

Ma allora quanto guadagna un certificatore energetico? O meglio, quanto costa certificare il proprio immobile secondo le norme vigenti?

Pur esistendo una tariffa minima base a seconda del tipo di immobile, il costo di una certificazione energetica per una casa di medie dimensioni può variare da 250 a 800 euro a seconda del tipo di immobile, dello stato di fatto degli impianti analizzati e alle tempistiche necessarie a completare la procedura.

Ecco una tabella comprensiva dei costi che può comportare la messa in regola dello stabile secondo l’ordine degli ingegneri di Monza e Brianza.
Si parte da una quota fissa minima di 300 euro dell’edificio monofamiliare ai 2400 euro dell’edificio oltre i 5000 mq. La quota variabile oscilla in base ai mq totali dell’immobile.

 

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