British Council e Art Street

Categoria:

traduttore

.   |   Articolo scritto da:

sabrina.carbone

.

British Council, una exposición con piezas de su colección de street art internacional junto a una muestra de los más logrados murales libios. ⿿Este tipo de expresión de arte urbano no existía en Libia antes de la revolución⿝, afirma el director del V&A, Martin Roth. ⿿Nosotros tenemos una amplia colección de street art y hemos querido presentarlos allí junto a esta nueva expresión de creatividad que ha explotado en Libia⿝.Cherry Gough, directora del Brtitish Council en Libia, tuvo que salir del país a lo largo de la guerra. Al volver encontró cambios radicales en el ánimo de la población. ⿿Hubo dos cosas que me llamaron mucho la atención⿝, comenta. ⿿La primera es la felicidad, orgullo y optimismo de los libios. Todos sabían que el futuro inmediato iba a ser muy difícil, pero ¡estaban tan contentos! Lo segundo fue el florecimiento de la expresión personal a través del arte urbano. Un día, cuando acababa de volver a Trípoli, vi a una mujer que llevaba de la mano dos de sus hijos pequeños mientras pintaba una pared. Al día siguiente pasé de nuevo por ahí y vi que había dejado una preciosa pintura alegórica. Eso era algo totalmente inconcebible durante el régimen de Gadafi y el símbolo de un cambio drástico. Ahora es algo que una madre puede hacer abiertamente en la calle junto a sus niños⿝.La exposición se presenta en la galería Dar Al Fagi Hassan, en Trípoli, donde permanecerá abierta hasta el 12 de abril y luego se trasladará a Bengasi. ⿿Se exhiben 25 grabados, pegatinas y estampas originales de la colección del museo realizadas por famosos artistas urbanos de Reino Unido, Francia, Estados Unidos y otros países. Gente como Banksy o Jon Burgerman que no solo pintan en la calle sino que hacen series impresas de sus trabajos. Lo complementamos con grandes fotografías de algunos de los más significativos murales y pintadas en Trípoli y Bengasi⿝, explica Gill Saunders, comisaria de la muestra y conservadora del V&A. Dice sentirse asombrada de la magnitud de este fenómeno pictórico en Libia. ⿿Hace unas semanas, mientras preparaba la exposición, pude observar que las calles de Trípoli están repletas de estas pinturas. Muchas son caricaturas de Gadafi, bastante brutales, humillantes para él, incluso obscenas en ocasiones. La mayoría son bastante ingenuas en su forma, pero hay algunas más elaboradas. Muchas veces están acompañadas de frases en árabe que demuestran su desprecio, pero también sus esperanzas de victoria y de un futuro en libertad⿝.⿿Lo curioso es que se han conservado bastante bien las pinturas realizadas durante la revolución⿝, añade. ⿿No las borran ni pintan encima. Las nuevas tienen motivos más alegres, paisajes, personas y mensajes más optimistas de cara al futuro. Y, sobre todo, un uso generalizado de los colores de la nueva bandera, la recuperada del régimen del rey Idris: rojo, verde y negro. Mapas del país con esos colores, las letras de los grafitis, hasta los capós de los coches, todo con los mismos colores que afirman su identidad. Hay también muchos eslóganes políticos y una buena cantidad de ellos en inglés, además del árabe. Cosas como ⿿Soy libio y soy libre⿝.Libia es un país pintado, según Saunders. La libertad de expresión ha eclosionado de esta forma extraña y espontánea. ⿿Por fin pueden decir lo que piensan realmente, y ese es un placer que quieren compartir con todos⿝.

Traduzione dallo Spagnolo all'Italiano:

All'esposizione delle sue opere, della Street Art Internazionale,il British Council ha inserito una mostra sui murales libici più emergenti.Il Direttore del V&A,Martin Roth,afferma che in Libia prima della rivoluzione,questo tipo di espressione artistica urbana non aveva vita.E' una forma di espressione creativa esplosa in Libia ,che abbiamo voluto presentare insieme ,tenendo un'ampia collezione di street art.Durante la guerra la Signora Cherry Gough,Direttrice del British Council in Libia,dovette uscire dal paese,al suo ritorno trovò cambiamenti radicali nell'animo della popolazione.Ci furono due cose che richiamarono la mia attenzione,commenta,la prima fu la felicità,l'orgoglio e l'ottimismo dei libici,anche se consapevoli che l'immediato futuro sarebbe stato difficile ma erano molto contenti!La seconda fu il fiorire dell'espressione personale dell'arte urbana:Un giorno mentre cercavo di tornare a Tripoli,ho visto una donna tenere per mano i suoi due figli e dipingere un muro.Il giorno successivo passai di nuovo in quella zona e vidi che aveva dipinto una preziosa allegoria.Durante il Regime del Colonnello Gheddafi tutto questo era inconcepibile ma è diventato il simbolo di un drastico cambiamento.Adesso è già tanto vedere una madre insieme ai suoi figli esprimersi apertamente.L'esposizione è presentata a Tripoli nella Galleria Dar Al Fagi Hassan,e rimarrà aperta fino al 12 aprile,poi sarà trasportata a Bengasi.Vengono esibiti 25 incisi,calcomanie,e stampe originali della collezione del museo realizzati da famosi artisti urbani del Regno Unito,Francia,Stati Uniti,e altri Paesi.Gente come Bansky o Jon Burgerman che delle loro opere non ne fanno solo una pittura urbana ma anche una serie di stampati.Li abbiamo complementati con grandi fotografie di alcuni ,tra i più significativi murales e pitture di Tripoli e Bengasi,spiega Gill Saunders,commissario della Mostra e custode del V&A.Sono stupita dall'importanza di questo fenomeno pitttorico in Libia,Una settimana fa mentre allestivo l'esposizione ho potuto osservare la strada di Tripoli,sono strapiene di questi murales.Molte caricature su Gheddafi,abbastanza brutali e umiglianti per il Colonnello,incluso scene relative al regime.La maggior parte nella loro forma sono abbastanza ingenue ma altre sono più elaborate.Molte volte sono accompagnate da frasi in arabo che dimostrano il loro disprezzo ,ma anche la loro speranza di Vittoria e di un futuro libero.Aggiunge:la cosa che mi stupisce è che si sono conservate abbastanza bene le pitture realizzate durante la rivoluzione.Non sono state cancellate ne ridipinte,Le nuove pitture hanno motivi più allegri,paesaggi,gente e messaggi più ottimisti verso il futuro.Soprattutto un uso generalizzato dei colori della nuova bandiera ,quella recuperata dal Regime del Re Idris,rosso,verde,e nero.Le mappe del paese dipinte con questi colori,le lettere dei graffiti fino al cofano delle auto,affermano la loro identità con gli stessi colori.Ci sono anche molti slogan politici e una buona quantità sono in inglese,oltre all'arabo.Cose come "Sono libico e sono libero".La Libia è un paese dipinto ,secondo Saunders.La libertà di espressione ha fatto si che prendesse piede questa formula estranea e spontanea.Infine possono dire ciò che pensano realmente ed è un piacere condividerlo con tutti
 

Seguici su Twitter
Dicono di noi
Segui il blog