Il traduttore* analfabeta

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traduttore

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rita-c.

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Uno dei problemi più avvertiti dai clienti delle agenzie di traduzione è quello delle cosiddette traduzioni automatiche. Infatti, può capitare che alcune agenzie, specialmente se sono ormai “globalizzate”, propongano un servizio di traduzione automatizzato ma con un costo molto conveniente. Al cliente, lieto di aver risparmiato una forte somma in tempi duri come questi, resta però l'onere di trasformare in italiano standard il testo inintelligibile, prodotto dal traduttore automatico.

Giusto per capirci, vi mostro prima un breve testo inglese di facile comprensione.
“The block I live on of mostly single family homes with some duplexes and apartments, in a quiet Minneapolis neighborhood, once had two small grocery stores, founded before the days of cheap at home refrigeration and before larger grocery chains took off. One is now housing, the other a small restaurant.”

Ed ecco come Google Translate rende in italiano il testo in questione:

“Il blocco Io vivo per lo più di case unifamiliari con alcuni duplex e appartamenti, in un tranquillo quartiere di Minneapolis, una volta che aveva due negozi di alimentari piccoli, fondata prima dei giorni di basso costo a refrigerazione domestica e prima di catene alimentari più grandi decollato. Uno è ora l'alloggio, l'altro un piccolo ristorante.”

Oltre a mostruosità sintattiche, si notano problemi lessicali e, in sostanza, l'assoluta mancanza di senso. Lascio a voi i commenti del caso, limitandomi a enunciare un'evidente banalità: conviene lasciar perdere la traduzione automatica e pagare il vostro traduttore di più. Nessuno vorrebbe postare sul proprio sito o blog un testo tradotto così male, no?

Eppure, in questo settore si annida un problema ancora più insidioso della traduzione automatica, perchè più nascosto: si
tratta dell'ignoranza del traduttore. Cominciamo da un principio di base: il traduttore deve essere madrelingua della L2, ovvero la lingua di destinazione. Perchè? Semplicemente perchè deve conoscerla alla perfezione, deve saper coniugare i verbi, deve sapere che cosa significano davvero le parole, non deve usare aggettivi e avverbi in maniera casuale.

Quindi, il mio primo consiglio è: chi necessita di una traduzione dall'inglese all'italiano si rivolga a un madrelingua italiano e chi, al contrario, ha bisogno di una traduzione dall'italiano all'inglese, chiami un traduttore di madrelingua inglese.
Il secondo consiglio, più difficile da seguire, è quello di indagare sul livello culturale del traduttore con il quale state “contrattando”. Oggi, i corsi universitari di traduzione e interpretariato formano professionisti affidabili, ma può capitare che nemmeno la più raffinata formazione universitaria riesca a porre rimedio all'ignoranza (ne sanno qualcosa i docenti universitari alle prese con certe tesi di laurea). Di conseguenza, quando ci si mette alla ricerca di un traduttore o di un'agenzia di traduzione, è utile prendere in prestito qualche tecnica da Sherlock Holmes: prima di chiedere il preventivo, cercate di comunicare personalmente con il traduttore, in modo da farvi un'idea della sua effettiva padronanza della lingua. Inoltre, se il traduttore o l'agenzia gestiscono un blog o un sito web, consiglio vivamente di perdere qualche minuto ad esaminarli: se individuate punteggiatura messa a casaccio oppure aggettivi e avverbi usati in maniera scorretta, è il caso di girare al largo! Non dimenticate che le tariffe dei traduttori sono alte: è giusto pagarle perchè la traduzione, se fatta bene, è un mestiere faticoso come ogni altro, ma è altrettanto giusto pagare per ricevere un buon servizio.

*Vi prego di considerare “traduttore” come privo di qualsiasi connotazione di genere. Nel presente articolo, il termine “traduttore” comprende anche le traduttrici.