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Social network e modelli di business

Sul blog Trade Communication é stato pubblicato lunedì scorso un bel post dove si affronta il problema della monetizzazione dei social network. Da una parte, infatti, i social network generalisti (alla Facebook per intenderci) non sembrano particolarmente appealing per gli investitori pubblicitari, perchè come si dice bene nel blog, “(…) è dimostrato che i messaggi pubblicitari non sono ben accetti quando vengono percepiti come un’intrusione nel proprio tempo libero e in definitiva sono veramente poche le persone che, chattando con qualcuno, cliccano su un banner”. Ragionamento analogo era già stato pubblicato qualche mese fa da Luca Lani su TheContrarian commentando le affermazioni del responsabile adv online di Procter&Gamble che dichiarava di non avere più intenzione di comprare banner su Facebook.
Proseguendo nel ragionamento Trade Communication suggerisce che una prima strada per la monetizzazione dei social network passa attraverso la loro specializzazione e qui siamo citati insieme a 2Spaghi, noto servizio italiano dedicato al social rating dei ristoranti. Aggiungo qualche osservazione in tal senso:  GliAffidabili nasce con il preciso intento di aiutare gli utenti a trovare persone affidabili per le proprie esigenze quotidiane. Le caratteristiche di “network sociale” della piattaforma sono disponibili perchè funzionali a soddisfare solo questa  esigenza, non ci interessa che i nostri utenti si scambino foto, chattino, o facciano amicizia . Poi se questo capita ben venga, ma é secondario o incidentale.
Alla fine ciò é importa è individuare un’esigenza e trovare un modo per soddisfarla: in più, se la pubblicità è una delle fonti di revenues del proprio business, bisogna creare il giusto “contesto” per veicolare il messaggio dell’inserzionista. Qui la specializzazione può fare la differenza: un conto é lanciare un messaggio pubblicitario tra una chat e l’altra con gli amici (FB), altro, ben più efficace, é promuovere un servizio di head-hunting su Linkedin, il social network dei professionisti.
Il post termina auspicando lo sviluppo di “business network” (…) reti professionali che, oltre ai contenuti generati dagli utenti possa offrire servizi a chi fa impresa o alle figure professionali interne alla filiera.
Qui il discorso diventa più sfumato, nel senso che non mi è chiaro se ci si riferisca a network b2b (es. GliAffidabili b2b ?) o a community specializzate  di professionisti che possono comunque dialogare con gli utenti finali dei propri servizi:  condivido comunque  il fatto che ci siano molte opportunità in questo ambito e che i gruppi editoriali italiani siano rimasti un po’ alla finestra.

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