Qype, modelli di business, social rating e altro
Pubblicato da admin
Parlando dei comparable e competitor internazionali de GliAffidabili abbiamo più volte citato i siti di classified advertising (es. craigslist, kijiji,…) ed i veri e propri siti di social rating come l’americano Yelp. La risposta europea a Yelp si chiama Qype ed é presente in diverse nazioni tra cui Spagna, UK, Germania e Francia.
Ricordo che durante uno dei primi pitch del nostro progetto circa un anno fa, un venture capitalist mi chiese, come GliAffidabili si differenziasse da Qype. A dirla tutta allora non ero ferratissimo sul modello di business di Qype, ma ero comunque riuscito ad imbastire una risposta.
A qualche mese di distanza mi permetto una riflessione un po’ più ragionata.
…Sì’, è vero (direte voi), i fondatori delle startup si sforzano sempre di trovare le differenze tra la propria idea e quella degli altri nel tentativo (non sempre felice) di difendere l’orginalità del proprio progetto rispetto a quello degli altri. In questo caso credo però che qualche differenza sia abbastanza oggettiva.
Qype, al pari di Yelp, mette al centro del giudizio degli utenti prevalentemente le attività commerciali ed in particolare ristoranti, bar, pub e negozi in genere. L’obiettivo, infatti, é quello di indirizzare la fetta più grande del local advertising per erodere quote al business delle directory e dei giornali locali. Ovvero il proprietario di un ristorante per farsi conoscere ha ancora convenienza a comprare lo spazio pubblicitario annuale sulle Pagine Gialle o la pubblicità sulla Gazzetta del posto o può attirare più clienti promuovendosi sulle pagine di un sito di social rating ?
Yelp e Qype, però, puntano poco sul mercato dei fornitori locali di servizi peer-to-peer: i loro listing sono pressochè vuoti rispetto a quelli delle attività commerciali. Si tratta della fetta del mercato del local advertising su cui si concentra invece GliAffidabili: l’affidabilità, infatti, é un attributo delle persone più che delle attività commerciali, e coerentemente, il nostro progetto é dedicato a quei servizi dove é la prestazione della persona (babysitter, avvocati, fotografi, dj, idraulici,…) a fare la differenza.
In un recente pitch al Seedcamp Speed Dating, ripreso da TechCrunch Europe, il General Manager UK di Qype ha dato alcune informazioni interessanti sullo stato del loro business: – ndr curiosamente anche fondatore di Qype cerca di evidenziare le differenze tra Qype e Yelp… tutti uguali i fondatori delle startup
- il 60-70% delle revenues deriva dalla vendita di servizi premium agli inserzionisti (es. listing premium per ristoranti), e il restante da display advertising (banner, adsense, etc.) e da referral (es. fee per ogni prenotazione di ristorante effettuata attraverso il sito). In questo senso il business model de GliAffidabili é molto simile: nei diversi pitch a cui abbiamo presenziato abbiamo dichiarato di voler realizzare a tendere l’80% del fatturato da servizi premium ed il 20% da display advertising. Per ora il nostro sito non consente ancora l’acquisto di servizi premium, ma la nuova piattaforma (su cui stiamo lavorando alecremente proprio in questo periodo) lo permetterà.
Concludo questo post (forse un po’ disorganico nei contenuti, ma é l’8 agosto ed il caldo fa brutti effetti…) segnalandovi altre notizie flash provenienti dal mercato:
- Il fatturato stimato di Craigslist per il 2009 ammonta ad oltre 100 milioni di $ (la società tuttavia non conferma ufficialmente i numeri). Considerando che Craigslist impiega solo 30 dipendenti, il profitto dell’iniziativa é stellare
- Olx e hi5 (player internazionali attivi rispettivamente nel classified advertising e nel social networking) hanno stretto un’alleanza per la condivisione dei rispettivi servizi con la propria base utenti. Recentemente anche Oodle, un altro importante player del classified adv, aveva stretto un simile accordo con Myspace, Facebook e AOL.
- Bakeca.it, sito di annunci italiano, ha dichiarato nel 2008 di aver raggiungo i 2 milioni € di fatturato (inclusi anche, credo, i ricavi derivanti dalle altre società del gruppo es. Seolab). I ricavi derivano dall’advertisting e dai servizi premium (toplist)
- Secondamano é tornato in mani italiane: una cordata di imprenditori italiani attivi nelle pubblicazioni di periodici di annunci ha rilevato il marchio dalla società dal gruppo svedese Shibsted Classified Media con l’obiettivo di rilanciare la testata nel Paese.
