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Lezioni di social rating

Qualche giorno fa é apparso su TechCrunch un post che parlava di come si distribuiscono i voti degli utenti che giudicano i video di YouTube. YouTube, come é noto, consente di esprimere il gradimento su un video dando un voto da 1 a 5. Il grafico seguente é piuttosto significativo e mostra una fortissima concentrazione intorno al voto 5, pochi voti per l’1 ed il deserto per i voti intermedi 2,3,4.
Come a dire che alla fine, nel valutare un video, agli utenti basterebbero solo 2 bottoni: mi piace, non mi piace. E anzi, a dirla tutta, basterebbe forse il solo bottone “mi piace”, con buona pace dei tradizionali sistemi di rating da 1 a 5 stelle. Scelta fatta per esempio dal noto Digg per evidenziare le notizie ritenute interessanti degli utenti.

+ratings+graph

Per tutta risposta i ragazzi di Yelp, il noto servizio di social rating per locali e attività commerciali (con oltre 7 milioni di recensioni), hanno pubblicato pochi giorni sul loro blog la distribuzione dei giudizi espressi dai propri utenti che mostra ben altro andamento, come si vede dal grafico qui sotto. In particolare la distribuzione dei giudizi é meno concentrata  con l’85% dei voti spalmato sui voti  3,4, e 5 ad indicare un’esperienza utente indifferente o positiva rispetto al luogo recensito. Non mancano i giudizi negativi (voti 1,2) che rappresentano però solo il 15% dei totali.

Cosa insegnano questi esempi per chi si occupa di social rating ? Almeno due cose secondo noi:

  • E’ opportuno adeguare il sistema di rating rispetto a ciò che si chiede agli utenti di giudicare: se per video e notizie é sufficiente il bottone “mi piace”, per esprimere la nostra opinione su un bar, un hotel o una persona che offre servizi é opportuno disporre di più sfumature (es. rating a 5 stelline o modalità più articolate).
  • Indipendentemente dall’oggetto che si valuta, gli utenti tendono sempre a privilegiare sul web la condivisione di esperienze positive rispetto a quelle negative. Questo è un aspetto molto importante da segnalare per coloro che credono che gli utenti utilizzino i siti di social rating prevalentemente per parlar male di una persona, danneggiare un concorrente o affossare servizi e attività commerciali. Tutto torna. Non più di un anno fa la già citata indagine sui Social Media di Universal McCann evidenziava proprio questo: ciò che spinge gli utenti ad esprimere commenti su prodotti e servizi é prima di tutto la volontà di condividere una buona esperienza avuta personalmente o da amici fidati. Questa motivazione nel ranking finale svetta ben più in alto dell’aver avuto un’esperienza negativa, sfatando la convinzione che le persone esprimano su internet opinioni solo per lamentarsi.
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