Il Blog de GliAffidabili

Se cerchi un buon servizio fidati di chi lo ha provato!

Archivio per la categoria 'Mercato'

Libero e il local adv

Wind ha appena lanciato la nuova versione del portale Libero introducendo diverse novità.
La cosa più interessante, per quanto ci riguarda, é il servizio Local, che consente agli utenti di trovare attività commerciali e lasciare commenti/recensioni sulle stesse. La solita storia delle Pagine Gialle arricchite con i feedback degli utenti
Il servizio é nei fatti (anche nella grafica e nell’interfaccia utente) un clone di Yelp o Citysearch, il leader americano, o di Qype, l’omologo servizio europeo da poco sbarcato Continua..

La paura arriva…dagli annunci economici

Stavo leggendo il blog di Workstir, uno dei nostri comparable americani e sono stato incuriosito da alcuni post pubblicati verso la fine dell’anno scorso, aventi per oggetto i rischi che si corrono con i normali siti di annunci gratuiti.
In particolare Workstir prende di mira Craiglist, il noto sito di classified americano, citando alcuni fatti di cronaca che evidenzierebbero i rischi nascosti dietro gli annunci economici. Eccone una sintesi:
1) Un uomo in cerca di compagnia trova su Craiglist l’annuncio personale di una donna e la chiama. La invita a casa e le mostra una banconota da 100$ (importo pattuito per la prestazione che la donna dovrebbe “erogare”). Approfittando di una distrazione dell’uomo, la donna prende i soldi e tenta la fuga ma viene raggiunta e inizia una collutazione. A questo punto la donna urla per attirare l’attenzione del complice che la sta aspettando fuori: questi entra in scena e spara due colpi contro il malcapitato uomo alla ricerca di compagnia.
2) Una donna nel novembre del 2007 inserisce un annuncio su Craiglist per vendere una Porsche ad un prezzo irrisorio. Non appena individuato un possibile acquirente, la donna invita l’uomo a visionare l’auto chiedendogli di portare con sè un anticipo di 4.700$. Ad un segno convenuto la donna fa entrare in azione quattro complici che rapinano l’uomo dei soldi che aveva portato con sè. Una scena analoga si era già ripetuta nel 2002 sempre ad opera della stessa truffatrice.
State in guardia dagli annunci gratuiti e fidatevi solo di chi può provare la sua affidabilità :)

Ancora un nuovo sito di trustworthy classified…o é un clone ?

Direttamente da TechCrunch ancora la segnalazione di un nuovo sito che va a popolare il recente mercato americano del trustworthy classified: si tratta di Trusty’s  altro esempio di social marketplace per l’incontro tra domanda e offerta di servizi, garantiti dai feedback degli utenti.

TechCrunch aveva già parlato di questo player (me lo ero perso francamente): la notizia di oggi fa in realtà riferimento alla causa intentata da Angie’s List a Trusty’s per spionaggio industriale: il fondatore di Trusty’s avrebbe lavorato in principio per Angie’s List  e ottenuto illegalmente, attraverso un software, una copia di oltre 10.000 report, recensioni ed altre informazioni relative agli utenti registrati di Angie’s List, utilizzate poi per accelerare la crescita del  database di Trusty’s.

Il database dei fornitori di servizi e le loro recensioni sono il vero asset nel trustworthy classified e noi de GliAffidabili sappiamo bene quanto tempo, risorse e cure sono necessari per farlo crescere…

Come cambia il classified advertising

Abbiamo già parlato in queste pagine dell’evoluzione del classified advertising (in Italiano il mercato degli annunci economici/inserzioni). 
Il primo trend é stato il graduale spostamento dalla carta stampata all’online, come ha dimostrato il successo americano di Craiglist e di Kijiji seguito da miriadi di servizi simili in tutto il mondo: un trend destinato a crescere nel tempo se si guardano questi recenti numeri relativi al mercato americano.
Ciò detto é prematuro pensare ad un totale abbandono della carta stampata nonostante le forti difficoltà economiche che stanno incontrando i media tradizionali come dimostrano le notizie di questi giorni. I player più accorti hanno iniziato sapientemente ad utilizzare i due canali: in Italia, per esempio, il gruppo scandinavo che pubblica la nota rivista Secondamano non ha semplicemente creato la versione online dello stesso servizio, ma ha investito sull’online acquistando e sviluppando altre properties tra cui il sito Subito.it
Il secondo trend, più recente, é l’evoluzione del classified online in logica web 2.0: in un recente post abbiamo parlato della nascita del cosiddetto mercato del trustworthy classified (come l’ha definito Techcrunch) o social classified, cui anche GliAffidabili appartiene, ovvero l’applicazione dei concetti di partecipazione attiva degli utenti,  reputation e feedback e al settore degli annunci economici.  Tra i player americani più significativi in quest’ambito possiamo ricordare il recente Workstir, Angie’s List e Laborfair.
A conferma del fermento in questo settore TechCrunch ha appena annunciato la nascita di un nuovo player americano, Corkin.com, una sorta di incrocio tra Craiglist e Facebook.
C’è da scommettere che la “contaminazione” tra web2.0 e online classified continuerà: anche in questo caso penso che i modelli di online classified tradizionale e social classified possano coesistere. Per intanto ai secondi tocca il compito di affermarsi e di diventare popolari almeno quanto i primi.

GliAffidabili e la "reputation economy"

Sull’ultimo numero della rivista americana Fast Company é apparso un articolo interessate sulle promesse e le sfide della cosiddetta “reputation economy“:  l’articolo, oltre che nella versione cartacea del magazine, é disponibile anche online  a questo indirizzo.
Il concetto di reputation economy é nato, sostiene l’autore del pezzo, per indicare che quando si partecipa per esempio a scrivere una voce di Wikipedia o si carica un video su Youtube, si ha la possibilità di accrescere la propria notorietà e fama online, vuoi accreditandosi come esperto su uno specifico argomento, vuoi contribuendo a diffondere materiale divertente. Ma il concetto si é evoluto rapidamente da quando le recensioni ed i commenti espressi online dagli utenti su prodotti e servizi sono diventati essi stessi degli user generated content.
Nell’articolo si parla infatti di alcuni siti americani che fanno del rating di servizi il cuore della propria community: tra gli altri Yelp, (fondato nel 2004 raccoglie oltre 4 milioni di recensioni dai ristoranti a servizi pubblici USA) , TripAdvisor (uno dei più noti siti di turismo dove gli utenti esprimono opinioni su hotel, resort e residence di tutto il mondo), Urbanspoon, (recensioni di ristoranti).
Molte community online, continua l’articolo, funzionano come piccole cittadine e non sono esenti da gossip, rapporti esclusivi e anche da piccole cause occasionali. Il problema consiste principalmente nel controllare e verificare l’autenticità delle recensioni degli utenti, scoraggiando comportamenti scorretti (es. utenti che si recensiscono a vicenda, recensioni negative per ripicche personali, etc….). E’ un tema di cui abbiamo già parlato a proposito de GliAffidabili
qui e qui.
E’ interessante riportare gli approcci utilizzati dai siti di cui sopra per limitare gli abusi degli utenti nel recensire i servizi.

  • I termini di utilizzo di Yelp, per esempio, vietano espressamente lo scambio di recensioni tra utenti: chi viene “pinzato” viene escluso dal sito.
    Yelp premia inoltre i recensori più attivi: la distribuzione delle recensioni mostra che il 10% degli utenti del sito pubblica circa il 90% delle recensioni. Gli utenti più collaborativi sono invitati a far parte della “Yelp Elite Squad” ed ammessi ad eventi e manifestazioni esclusivi.
  • TripAdvisor non punta invece ad una regolamentazione spinta:  Steve Kaufer, il fondatore, ha detto che quando riceve la lamentela di qualche proprietario di hotel per una recensione negativa sul sito gli spiega “E’ matematicamente impossibile per una singola recensione impattare negativamente il giudizio di un hotel quando sullo stesso albergo ci sono oltre 350 commenti”.
    Inoltre gli alberghi sospettati di giudizi fittizi ricevono un cartellino rosso: il fondatore di TripAdvisor sostiene che questo é un ottimo deterrente, più dell’espulsione, tanto é vero che delle oltre 250.000 proprietà elencate, solo 1.000 hanno ricevuto “l”ammonizione”.
  • Urbanspoon, invece, preferisce mescolare i giudizi degli utenti del sito a quelli di critici gastronomici professionisti e blogger che scrivono di cibo.

Tutte esperienze ed approcci interessati da cui é possibile trarre lezioni utili per gestire e moderare anche la community de GliAffidabili.

Il mercato dei trustworthy classified

Come già raccontavo in passato definire precisamente lo scenario competitivo de GliAffidabili non é cosa semplice. La prima puntualizzazione che spesso ci tocca fare é che siamo diversi da un sito di annunci gratuiti (noti in Inglese con il nome di classified advertising), ma anche di questo abbiamo ampiamente dibattutto qui.
Nel tentativo di coniare un termine per il nuovo mercato cui ci rivolgiamo abbiamo usato in alcune presentazioni il termine “peer-to-peer services market”, evidenziando il carattere uno-a-uno dei servizi che si possono trovare su GliAffidabili e abbiamo scomodato anche la teoria della Blue Ocean strategy”  che suggerisce di rendere la concorrenza irrelevante mediante la creazione di nuovi mercati (dal bestseller di W. Chan Kim e Renee Mauborgne).
Questa settimana ci é venuto in soccorso TechCrunch che in un post dedicato alla presentazione di un nuovo player US simile a GliAffidabili ha definito il nostro mercato quello dei “Trustworthy classified“, traducibile in Italiano come mercato degli “Annunci affidabili”.
ll nuovo player americano si chiama Workstir e si affianca ai già noti Laborfair e ad un altro player che non conoscevo ma molto attivo Angie’s List. 
Al di là del nome più o meno azzeccato del mercato é importante segnalare due aspetti che emergono dal post di TechCrunch:

  1. Si conferma l’esistenza di una domanda per i servizi di “annunci affidabili”
  2. Si precisa che il modello dei servizi dedicati “annunci affidabili” é diverso e può coesistere con quello dei siti di classified advertising tradizionale alla Craiglist


Modello di business

Quando si tratta con un investitore potenzialmente interessato ad investire in una startup, la discussione sulla sostenibilità del business model é un must. In particolare é necessario spiegare, assumption e numeri alla mano, dove é necessario investire (personale, sviluppo software, marketing, etc.) e da dove arriveranno i ricavi (vendita prodotti/servizi, pubblicità,…).
Qual è il modello di business de GliAffidabili ?
Tralasciando la parte di investimenti/costi e focalizzandoci solo sul lato dei ricavi, possiamo dire che GliAffidabili adotta un modello di business Freemium, unione dei termini “Free+Premium”: in pratica significa che tutti i servizi di base continueranno ad essere gratuiti, mentre alcuni servizi accessori a valore aggiunto saranno a pagamento. Il principio su cui si basa il modello é che i ricavi generati dagli utenti paganti acquistando i servizi Premium, consentono di offrire i servizi di base gratuitamente a tutti.
Sono moltissimi i servizi web che si basano su questo modello, e molti si utilizzano quotidianamente: es. Skype, che permette di telefonare gratis in tutto il mondo da PC a PC ma offre servizi a pagamento nel caso si vogliano chiamare numeri di rete fissa o cellulari, Linkedin il social network dei professionisti, o lo stesso WordPress una delle più note piattaforme per la gestione dei blog (incluso il nostro !).
Chris Anderson, l’editor di Wired e l’autore dell’acclamato The Long Tail  sta per pubblicare un nuovo libro dal titolo Free con l’obiettivo di esplorare tutti i modelli di business sostenibili basati sull’offerta di servizi gratuiti. Per chi fosse interessato alle anticipazioni del libro vi consiglio di seguire il blog di Anderson.

Prodotti o servizi ?

Durante MindTheBridge, al termine della presentazione del progetto, mi é stato chiesto perchè non inseriamo sul sito, tra le categorie oggi contemplate, anche le attività commerciali, come negozi di articoli alimentari, ristoranti, etc..
La mia risposta é stata che non escludiamo in futuro la possibilità di ampliare le categorie, ma che vogliamo rimanere focalizzati solo sui servizi.
Ripensando alla risposta data mi sono reso conto che il confine tra prodotto e servizio non é mai così netto e che all’interno della categoria servizi ci sono tanti tipi di servizi: la babysitter offre un servizio, ma anche un ristoratore o un albergatore fanno altrettanto e la loro prestazione é normalmente categorizzata come servizio e non prodotto.
Per non essere pedanti ed evitare di perdermi in dispute scolastiche vengo al punto: oggi GliAffidabili é un sito dedicato a quei servizi dove é il valore della persona che lo eroga a far la differenza, ovvero dove l’affidabilità é effettivamente misurabile dal contributo offerto dalla persona fisica che offre quel servizio.
Ciò é ben evidente per le babysitter, colf, elettricisti, dj, etc, mentre é notevolmente più sfumato per es. per gli alberghi, dove il giudizio sulla prestazione ricevuta (che é pur sempre un servizio) é meno legato all’affidabilità del titolare (o del personale) e più ad altri fattori quali ad es. la posizione dell’hotel, la pulizia delle stanze, gli arredi ed il comfort, etc. 
Tutto chiaro ?